La dieta del Guru e le diete alla moda

Al contrario dei regimi alimentari già noti, la macrobiotica non è la dieta abituale di una popolazione o di un periodo storico. Per lo più si lascia credere che in tempi remoti sia stata il regime alimentare del lontano Oriente, ma non è così. La macrobiotica è una dieta inventata nei primi decenni del secolo dal Giapponese Nyoiti Sakurazawa, che in Occidente prese il nome di George Ohsawa, sulla base della dieta rigorosa dei monaci Zen del Giappone. Come origine, la macrobiotica alimentare non ha niente a che fare con il naturismo, specie  crudista, dato che prescrive la lunga cottura dei cibi, che in tal modo diventano più ”yang”. “Yin” e “yang” sono le due grandi categorie di base in cui si dividono non solo i cibi, ma tutte le cose, secondo la bipartizione cosmica e il principio di equilibrio dell’antica religione teoista. La macrobiotica prescrive tutta una serie di cibi tipicamente orientali, ed è basata sui cereali integrali, con estrema sottovalutazione dei cibi crudi, frutta e verdura, dei latticini, del formaggio, del latte. Se praticata in modo assiduo, la macrobiotica si rivela, perciò, una dieta molto squilibrata rispetto ai principi scientifici dell’alimentazione naturale. L’eccessiva cottura dei cibi sottrae infatti lieviti e vitamine indispensabili alla salute. La quasi assenza di latticini e uova porta, spesso, a carenze proteiche gravi, non avendo i macrobiotici la mentalità naturista che induce a compensare i deficit proteici animali con proteine vegetali. Si parla, inoltre, di squilibrio salino, a causa dei condimenti molto salati ( non solo sale, ma anche salsa di soia), non equilibrati dal potassio della frutta e dei vegetali. Alcune diete macrobiotiche  particolari, messe a punto da Oshawa, come la “dieta N.7”, consistono addirittura nel consumo esclusivo di cereali (100%), in pratica solo riso integrale cotto.

E’ inutile sottolineare la pericolosità di una dieta cosi’ strutturata, priva di frutta e verdura, che può provocare gravi stati di carenza proteica. Alcuni esponenti macrobiotici fanno notare che la loro dieta potrebbe avere una qualche utilità come dieta disintossicante, e quindi limitata al periodo della malattia. Potrebbe essere una soluzione ragionevole, se la macrobiotica non fosse così squilibrata nei suoi componenti. E come alimentazione a lungo periodo? Il carattere antinaturale della macrobiotica ha costretto molti a interpretarla in modo “diverso”, per poterla sopportare senza conseguenze negative: questo significa che alcuni l’hanno adattata e modificata. Si sono viste delle interpretazioni sorprendenti, addirittura naturistiche, della dieta di Ohsawa. La macrobiotica, allora, non ha proprio nessun merito? Un merito ce l’ha, senza dubbio. E’ grazie a questa strana  e poco naturale dottrina che la gente comune ha appreso dell’esistenza di un problema dell’alimentazione. Grazie alla macrobiotica, soprattutto, si è diffuso anche negli strati  popolari, o medio borghesi, l’uso dei cereali integrali. Le DIETE DIMAGRANTI, tra le altre diete alla moda, sono oggi molto diffuse. Inutile dire che si tratta di un falso problema e di rimedi temporanei. L’alimentazione naturale è tale proprio perché assicura al massimo l’efficienza fisica e psichica di un individuo. L’unica  alimentazione allo stesso tempo nutriente ed equilibrata non può essere che quella naturale. Cito queste diete alla moda solo perché la loro pericolosità e la loro inutilità fa sempre qualche vittima. La tanto pubblicizzata  dieta “a punti”, per esempio, penalizza tutti gli amidi, i cereali, la frutta, mentre ha un occhio di riguardo per grassi e carne. La dieta a punti  determina la chetosi, cioè l’aumento di acetone nelle urine, e iperazotemia nel sangue, che si carica anche di colesterolo. Essendo anche una dieta povera di liquidi, provoca una concentrazione  di tossine nell’organismo, e non è altro che una corsa verso l’invecchiamento. La stessa dieta fondata sulle calorie, più razionale di altre, può rivelarsi sbilanciata e dannosa, proprio perché privilegia il calcolo numerico dell’energia su quello delle sostanze vitali del cibo.

E’ insomma troppo attenta alla quantità e poco alla qualità  dei cibi. Se proprio  si volesse seguire una dieta dimagrante ipocalorica, ma fondata su alimenti vitali, si potrebbe seguire il menù tipo, suggerito dal prof. L. Pecchiai, medico dell’Istituto di  Eubiotica umana di Milano. E’ una dieta temporanea che non supera le 1000 calorie giornaliere. La giungla degli alimenti industriali, detti “dietetici”, è esplosa  negli ultimi anni. I negozi specializzati riempiono interi scaffali con  biscotti, dolcificanti, pani speciali, tutti definiti dietetici e quindi in qualche modo destinati a consumi particolari o terapeutici. Sui cibi dietetici per adulti i consumatori sanno poco. Ci sono alimenti a basso tenore di glucidi (quasi la metà), come biscotti, caramelle, che in compenso possono avere più grassi; alimenti senza zucchero, dolcificati con sostanze che hanno più o meno lo stesso numero di calorie e che sono certamente più dannosi dello zucchero; alimenti con poche calorie, come certe bibite americane in cui però c’è meno zucchero e più acqua, a un costo pero’ veramente altissimo, alimenti iposodici, ovvero senza sale aggiunto o con poco sale, come legumi, paste e minestre pronte, utili agli ipertesi, ma costosi e molto “maneggiati” dalle industrie. Dimostratosi infondato il problema del dimagramento fine  a se stesso, essendo costosa e dannosa l’alimentazione dietetica industriale, resta da accennare alle diete disintossicanti oggi di moda. C’è un ritorno all’uso delle tisane e dell’erboristeria in generale, che va visto con piacere e interesse. Va detto però che è illusorio pretendere di disintossicarsi con le sole erbe se contemporaneamente  non si cambia regime alimentare e tipo di vita. Le migliori diete disintossicanti prevedono prima il digiuno terapeutico, e il digiuno prevede il riposo, qualche infuso di erbe, aria pura e un periodo di una o due settimane da dedicare a se stessi. In conclusione, vale la pena di sottolineare che nessun regine alimentare, e tantomeno una dieta temporanea e curativa, possono essere intrapresi senza il necessario buonsenso e senza moderazione.  Quindi niente autopunizioni, mangiare è un piacere e il cibo, se buono, sano e naturale, deve dare godimento.

 

Bibliografia: L’alimentazione naturale

                     Nico Valerio

                     Ed. Mondadori