Buone e cattive combinazioni alimentari

Traggo le indicazioni che vengono fornite in questo articolo dal libro “IL CIBO CURA!” edito da DEMETRA e scritto da PAOLO PIGOZZI. Un principio importante, che si comprende leggendo questo agile volume, è che il combinare in modo corretto gli alimenti che consumiamo è il primo passo per ristabilire un equilibrio alimentare sano. Molte persone ritengono che migliorare l’alimentazione voglia dire semplicemente azzerare il consumo di carne, sostituire i cereali raffinati con quelli integrali, abolire lo zucchero e mangiare miele, evitare i cibi denaturati e artificiali. Diciamo che tutti questi accorgimenti sono validi ed intelligenti, tuttavia spesso il gonfiore addominale, la digestione difficoltosa e lunga, il bruciore allo stomaco, la stitichezza e le emorroidi continuano ugualmente a presentarsi. 

Non è raro che il problema stia nel fatto che non c’è una sufficiente attenzione alla combinazione degli alimenti nei pasti quotidiani. Le combinazioni PIU’ DIFFICILI da digerire sono queste:1) ASSOCIAZIONE DI CIBI PROTEICI CON CIBI RICCHI DI AMIDI: pasta, riso, orzo, per esempio, con uova, pesce, carne, formaggi. 2) ASSOCIAZIONE DI DOLCI E FRUTTA, SIA CON CIBI AMIDACEI CHE CON CIBI PROTEICI: in pratica, sto parlando dell’abitudine di finire il pasto con frutta e/o dolce. Quando il pasto è troppo complesso, e mi riferisco ad un normale pranzo, costituito da un primo piatto di cereali, un secondo piatto di proteine, cui spesso seguono la frutta, e magari un dolce, la digestione è incompleta, lunga e difficile. Resti di cibo digerito male facilmente danno il via a processi di fermentazione e di putrefazione, nell’intestino. 

Durante questi processi si sviluppano gas e sostanze tossiche. Il diffondersi, in misura variabile, di questi prodotti, nel corpo, coincide con l’indebolirsi delle difese dell’organismo, e reclama poi un grande impegno da parte degli organi deputati alla depurazione, soprattutto fegato e reni. I processi fermentativi e putrefattivi aumentano di molto la temperatura addominale interna, proprio perché allo stomaco e all’intestino deve arrivare una grossa quantità di sangue, necessaria per superare gli ostacoli digestivi; c’è una proliferazione di germi patogeni. Tutti questi fattori danno origine non solo ai disturbi che possono essere messi in relazione con la funzione digestiva propriamente detta ( cefalea, sonnolenza dopo i pasti, eruttazioni acide, bocca impastata, diarrea, stitichezza, gonfiore addominale), ma anche a malattie che interessano organi apparentemente non connessi con l’addome, come il naso (raffreddori), la gola (tonsilliti, faringiti), l’orecchio (otiti), l’apparato genitale e urinario (cistiti e vaginiti). 

Linee – guida per la composizione dei pasti giornalieri: 1) prima colazione: si può scegliere tra frutta fresca di stagione (io consiglio ad ogni persona di consumare, se possibile, il tipo di frutta che è presente in “quella “ stagione e in “quell’ambiente” specifico, evitando le primizie o i frutti che non sono pertinenti al territorio in cui si vive; ripeto: fin dove è possibile), oppure yogurt naturale, o latte, o caffè di cereali, o infusi accompagnati da cereali integrali (muesli, biscotti, pane); 2) a metà mattina: frutta fresca, soprattutto per un ragazzo che frequenti la scuola; questa scelta non interferisce con l’appetito, e lo lascia intatto per l’ora di pranzo; la frutta fresca, infatti, non impegna eccessivamente l’apparato digerente; 3) pranzo: l’antipasto deve essere di verdure crude miste, e sarà seguito da un piatto di cereali, condito con sughi di verdure o con l’italianissima salsa di pomodoro; si dovrà evitare, soprattutto, di associare ai cereali un condimento a base di carne; 4) a metà pomeriggio: come dicevo prima, in base alla stagione si potranno consumare frutta secca, frutta fresca, fichi, castagne, patate, pane e mieli, mandorle, noci o nocciole; 5) cena: l’ultimo pasto potrà contemplare il consumo di un cibo proteico, purchè si stia attenti ad alternare alimenti di origine animale con altri di provenienza vegetale. Una scelta esclude l’altra, naturalmente. 

Alcune possibilità sono queste: uova cotte senza grassi, formaggi freschi, preferibilmente proprio non stagionati, frutta oleosa (noci, mandorle, nocciole, pinoli), legumi (fagioli, ceci, lenticchie, soia, piselli, fave), pesce, purchè non fritto, carne bianca, come pollo, coniglio, tacchino, e certamente, anche nel pasto della sera, dovrà essere garantita la presenza di contorni di verdure crude ed eventualmente cotte. Il pane integrale, prodotto con farina biologica, macinata a pietra, lievitato con pastella acida naturale e cotto in forme rotonde di almeno 1 kg., può accompagnare il pasto. Ecco infine un breve elenco di comuni errori alimentari da evitare: 1)mangiare cibi poveri di scorie; 2) eccedere nel consumo di grassi e proteine animali; 3) eccedere nell'uso di sale raffinato (attenzione, tra l'altro predispone al cancro allo stomaco); 4) eccedere nel consumo di cibi sterilizzati (che impoveriscono la flora batterica intestinale); 5) consumare cibi che contengono molte sostanze chimiche; 6) ingerire una quantità di calorie molto superiore al fabbisogno (attenzione, l’eccesso di calorie non è da mettere in relazione, in modo classico, solo con l’obesità, il diabete, l’ipertensione o l’arteriosclerosi, ma anche col cancro al seno, all’utero, all’intestino, con l’artrosi, con i calcoli alla cistifellea).