Cibi utili nell' osteoporosi

“ Osteoporosi ” significa ossa porose. Si tratta di una malattia caratterizzata da diminuzione del tessuto osseo senza decalcificazione delle ossa, con conseguente fragilità. L’osso colpito dall’osteoporosi è stato chiamato “ osso di carta velina ”. I resti ossei di varie epoche trovati in diverse zone del mondo (Egitto, Africa in generale, Cina, Francia, Grecia) testimoniano che non è certamente una malattia di oggi, e che ha sempre colpito le ossa, soprattutto quelle del cranio, i corpi vertebrali, il collo del femore. Sulla causa di questa malattia sono state avanzate molte teorie, che hanno coinvolto soprattutto il metabolismo del calcio e la carenza di vitamine e di estrogeni. In ogni caso, si tratta di una malattia degenerativa, che colpisce entrambi i sessi, di solito nella vecchiaia, e si può affermare che è provocata dal fatto che il normale processo di rinnovamento delle cellule ossee è rallentato. La donna viene solitamente colpita da osteoporosi dopo la menopausa, mentre nel maschio, se dovessi indicare un età di comparsa, direi che si manifesta generalmente dopo i 60 anni. Se attacca la colonna vertebrale, il che non è insolito, determina l’insorgere di forti dolori, e comunque è alla base di una maggiore predisposizione alle fratture ossee, per esempio del femore. Nonostante oggi ci si adoperi molto per prevenire e informare, ancora capita che una donna (per esempio) vada incontro ad una frattura provocata da un atto o da un movimento banale, tipo scendere da un marciapiede, e solo in seguito agli esami eseguiti nel ricovero si veda diagnosticare una osteoporosi. Naturalmente è possibile alleviare i dolori. Poi, esistono vari medicinali, per esempio a base dell’ormone tiroideo CALCITONINA, che favoriscono la ricalcificazione. La terapia dietetica dell’osteoporosi deve prima di tutto mirare a correggere deficienze alimentari qualitative e quantitative, se esistono. Cibi utili sono la carne, le uova, il latte, la ricotta e i formaggi, il pesce. La dieta deve contenere circa due grammi di calcio: latte, latte in polvere, formaggi, latticini, tuorlo d’uovo, polvere di uova, broccoletti di rape, mandorle, fichi secchi. Quantità maggiori sono inutili perché vengono eliminate. La persona ammalata dovrà introdurre quantità fisiologiche di vitamina D: lievito, funghi, germogli di grano, olio di fegato di pesce, pesce, soprattutto aringhe, carni, burro, latte, tuorlo d’uovo, sempre sotto controllo medico, perché, naturalmente, questi alimenti vanno scelti anche in base allo stato di salute generale dell’individuo. Sono consigliabili anche uno-due grammi di vitamina C: patate, verdura fresca, pomodori, arance, pompelmi, peperoni verdi. Utile, come sottolineano M. Messini e M. Cairella, può essere un buon apporto di vitamina B12: soia, pesci, latte, carne, fegato, albume, tuorlo d’uovo. La dieta deve essere studiata con il medico o comunque con un qualificato dietologo. L’osteoporosi non colpisce in uguale misura persone che pure abbiano abitudini alimentari uguali perché la massa scheletrica in soggetti anche di corporatura uguale ha una diversa entità. Lo scheletro della donna è più esile di quello dell’uomo e contiene meno minerale in assoluto. L’osteoporosi è più rara nei neri, la cui struttura scheletrica è più grossa di quella dei bianchi.