L’importanza delle fibre alimentari e dell’acqua

Nella nostra alimentazione è necessario che siano presenti le fibre alimentari: non vengono digerite dagli enzimi digestivi ne assorbite dall'intestino, e sono un insieme di sostanze insolubili, come la cellulosa, le emicellulose e le lignine, e di sostanze solubili, come i galatto-mannani, le gomme, le mucillagini e le pectine.

Si distinguono in "solubili" e "insolubili" in base alla capacità che hanno di sciogliersi in acqua.

Le fibre solubili sono reperibili soprattutto nella frutta e nei legumi e, quando arrivano nell'intestino, rallentano i processi di assorbimento dei grassi e degli zuccheri. Le fibre insolubili si trovano nei vegetali e nei cereali non raffinati, e aumentano di volume, si gonfiano quando entrano in contatto con i liquidi dell'intestino, producendo così, di conseguenza, un maggiore volume della massa di feci e stimolando i movimenti intestinali: tutto ciò le rende estremamente utili e curative nelle condizioni di stitichezza.

L'obesità, il sovrappeso, il diabete mellito, la stitichezza, la diverticolosi del grosso intestino e le patologie neoplastiche intestinali traggono giovamento, in termini di cura e di prevenzione, dal consumo di queste fibre, soprattutto nei nostri Paesi industrializzati, dove l'alimentazione è sempre più raffinata. E' consigliabile una dose giornaliera di fibre pari a 30-35 grammi. L'acqua rappresenta almeno il 60% del nostro corpo, e per un terzo compone sangue e liquidi dell'organismo, mentre per due terzi costituisce il compartimento intracellulare.

 E' necessaria per sopravvivere. Solo attraverso i polmoni si perde mezzo litro di acqua al giorno; attraverso il sudore e la pelle si verificano altre perdite. Uno sportivo, nel contesto di un'attività intensa, può perdere fino a 5 litri di acqua. L'acqua non provoca un aumento di grasso, perché non apporta calorie. L'efficienza digestiva è migliore se si beve di più lontano dai pasti. Fa bene bere acqua al mattino a digiuno, e prima di andare a dormire, perché queste abitudini stimolano i reni in modo naturale. Chi si sottopone ad una dieta dimagrante deve aumentare la quantità di acqua che ingerisce, perché ciò favorisce l'eliminazione delle tossine. Gli alcolici non si possono considerare "bevande che apportano liquidi", perché, al contrario, fanno sì che il corpo aumenti le proprie richieste di acqua: un fegato che debba metabolizzare un piccolo bicchiere di un superalcolico, richiede una quantità di acqua quattro volte maggiore. Se l'acqua che viene persa tutti i giorni non è continuamente sostituita, sia in modo diretto, che indirettamente con gli alimenti, ci sono affaticamento, perdita di sali minerali, gravi danni organici.