A proposito di nuovi integratori: il Gin-pent

 Questo periodo della stagione è caratterizzato da una fase di cambiamento. Col finire dell'estate e l'affacciarsi dell'autunno molte persone accusano irritabilità o, al contrario, sonnolenza, gran propensione ad essere vitali e attivi o depressione, aumento o diminuzione dell'appetito, nervosismo o stanchezza. Aumentano anche le richieste dei cosiddetti "integratori", vale a dire di prodotti ai quali si chiede un sostegno o una soluzione dei problemi. Spesso il paziente che chiede un integratore desidera, in generale, non fare ricorso a farmaci veri e propri, e mostra propensione a scegliere prodotti naturali. Quelli classici sono il ginseng o la pappa reale, il polline, la camomilla, la passiflora, la valeriana e la melissa (questi ultimi quattro hanno effetto sedativo). Un integratore dell'ultima generazione si chiama Gin - Pent. E' appartenente alla famiglia delle zucchine e dei cocomeri cioè alle cucurbitacee. E' una pianta perenne, e dal cosiddetto "rizoma" sotterraneo prendono vita i fusti rampicanti. L'infiorescenza ha forma di pannocchia, ha una lunghezza di 10-15 centimetri, presenta piccoli fiori giallo-verdacei. Il frutto contiene 1-3 semi. Questo prodotto è consigliato per combattere lo stato di nervosismo, spesso presente all'inizio della giornata, e viene assunto alla dose di una capsula. Sembra che possa giovare anche là dove la digestione è prolungata e difficile, per questo viene consigliato anche a chi ha l'abitudine di pranzare in fretta con un panino, accusando poi uno stato di sonnolenza, dopo i pasti. Concilia il sonno se assunto di sera. Il Gin-Pent è una pianta esotica, in Italia da circa 10 anni. In Giappone, Malesia, Corea, India e Cina cresce spontaneamente sulle montagne da millenni, in otto specie diverse. Solo una di queste specie, tuttavia, è efficace. Apparentemente più attivo del ginseng, il Gin-Pent sembra essere in grado di adattarsi ai vari diversi bisogni dell'organismo, via via che ci sia la necessità di aiuto. Recentemente, alcuni ricercatori dell'Università di Pisa hanno messo in evidenza come questa pianta contenga circa 90 saponine, dette gipenosidi; quattro di loro sono contenute anche nel ginseng. I gipenosodi ( lo confermano studi giapponesi, americani, danesi e russi) hanno una azione benefica nei confronti dell'ulcera da stess, ed esercitano un intervento positivo la dove si debba abbassare il tasso lipidico nel sangue. L'azione sedativa è provata. Procura un beneficio al fegato e al sistema immunitario, ed è stata documentata un'efficacia nella prevenzione dell'ictus. Il Gin-Pent ha una azione preventiva nei confronti dell'arteriosclerosi, e opera ritardando l'invecchiamento cellulare: tutto ciò è da mettere in relazione con il potere antiossidante del quale è dotato. Nella medicina cinese questa pianta è considerata curativa nella terapia contro la tosse, l'asma e la bronchite cronica, ma anche nella cura della gastrite e della stipsi. Sono le foglie che contengono i principi attivi: esse vengono fatte essiccare e andranno poi a costituire la parte principale delle capsule. Una cura completa prevede l'assunzione di due capsule al giorno per tre settimane. Esiste anche il tè che contiene le foglie di Gin-Pent, come esistono le creme, che hanno proprietà calmanti nei confronti degli stati d'irritazione, e anti-desquamative. Le creme sono state utilizzate nei casi di regadi, psoriasi, eczemi, piaghe e arrossamenti della cute, con un risultato positivo, dovuto al potere calmante appunto della pianta.