I quattro frutti da scoprire

Due di essi hanno tenuto a battesimo la civiltà dell’uomo, gli altri due sono stati per millenni il nutrimento principale di montanari e pastori in tutta l’area culturale euro-orientale. Sono l’uva e il fico, la castagna e la carruba, frutti antichissimi e nobili, oggi forse un po’ decaduti, soppiantati nel favore popolare dai frutti “ogni-stagione”! Eppure questi frutti vanno rivalutati, nonostante i consumatori  li considerino dei frutti banali, perché abituati a fragole, ananas, avocados. Questi quattro frutti sono ancora oggi tra i più naturali e genuini; intere regioni dell’Europa del sud producono ottima uva priva di trattamento chimico, fatta eccezione per il tradizionale solfato di rame, che un semplice lavaggio con acqua basta ad eliminare totalmente. I fichi crescono e maturano in modo spontaneo, essendo la pianta madre una delle più rustiche, e non hanno bisogno di nessuna sostanza chimica. Anche le castagne sono dei cibi più salutari.

L’UVA è ancora oggi un frutto importante nell’area mediterranea e nella zona temperata americana, ma il suo consumo diretto come frutto è abbastanza limitato. L’uva non è un frutto conservabile a lungo, e può accadere che la produzione venga finalizzata alla varietà per vinificazione. L’uva è uno dei frutti più sani e completi: molto ricca di zuccheri direttamente assimilabili, al contrario del saccarosio industriale, ha anche il vantaggio di contenere molte vitamine (A, B1, B2, PP e C), molti acidi organici, sali minerali (calcio, magnesio, sodio, potassio, ferro). Il contenuto salino e vitaminico dell’uva, favorisce l’attività cardiaca e la secrezione dell’apparato digestivo, cosicchè pancreas e fegato si liberano del succo pancreatico e della bile, con sollievo dell’organismo e azione favorevole sull’appetito e il sonno. Questo alimento così bilanciato e armonico ci riserva anche una sorpresa: è stranamente simile per composizione al latte di donna, come ha scoperto Herpin, il che ne fa un ottimo sostituto e complemento del latte durante l’allattamento. Anche per questo motivo l’uva è vivamente consigliata ai bambini piccoli, agli sportivi, alle donne in allattamento, agli anziani. Per una completa utilizzazione delle sue qualità, l’uva andrebbe consumata con tutti i suoi semi e i vinaccioli, certo il sapore amarognolo e astringente di tannino e dei vinaccioli non è piacevolissimo, ma questo è l’unico modo per utilizzare completamente tutte le virtù del frutto. Infine è utile sottolineare che questo frutto così saporito e gustoso è un vero e proprio disinfettante naturale. Le proprietà antivirali e fortemente disintossicanti dell’uva sono da sempre utilizzate per una cura intensiva, capace di far regredire molte forme di intossicazione e molte malattie. L’uva secca è un alimento eccezionalmente energetico, un dolcificante naturale (ben il 71% di zuccheri, più dei fichi secchi, un po’ meno del miele grezzo).

Ha le stesse proprietà dell’uva fresca, e inoltre è emolliente, adatta nella cura dei raffreddori. Contiene il 2,3% di proteine e pochissimi grassi, perciò è molto digeribile, e ricca di calcio, ferro e fosforo. L’uva secca è consumata in grande quantità da coloro che seguono l’alimentazione naturale, per la sua versatilità: fatta rinvenire in acqua ridiventa molle e sugosa, aggiunta alla pasta del pane lo rende moderatamente dolce e ottimo nella colazione del mattino. IL FICO è un altro frutto molto usato nell’antichità e oggi poco considerato, eppure è un frutto completo, molto gustoso, ricco di zucchero, energetico, mineralizzato (ferro, fosforo, calcio), tonificante, vitaminico (A, B1, B2, PP e C), raccomandato a donne in gravidanza, anziani,  bambini e convalescenti. Per le sue proprietà il fico è utile nelle astenie fisiche e nervose, nelle gastriti e nelle coliti, negli stati febbrili, nella stitichezza, nelle infiammazioni polmonari e urinarie. I fichi secchi sono forse più conosciuti e usati, ma hanno anch’essi un’aria di frutto troppo semplice e contadino per poter essere considerato maggiormente. Anch’essi rappresentano un alimento molto ricco dal punto di vista proteico, ma il fico è essenzialmente un cibo zuccherino, utilissimo in inverno, digestivo ed espettorante.

LA CASTAGNA, altro alimento considerato erroneamente povero, fino a cinquant’anni fa era il pane di tutti i giorni per i montanari e i contadini. Intere province hanno avuto nella castagna il cibo base per l’inverno. Oggi, invece, da una parte è diventato il cibo d’occasione, piuttosto costoso a causa dell’abbandono dei boschi, dall’altro è visto come un alimento “povero”, buono tutt’al più per rifocillarsi una sera d’inverno, dopo un acquisto a caro prezzo dal caldarrostaio. Ma chi usa più le castagne come piatto base di una cena o per confezionare un dolce? Pochissimi. Eppure è un alimento veramente completo e bilanciato. Basti pensare che ha quasi il 42% di glucidi (di cui oltre il 30% di amidi e il resto di zuccheri), il 4 % di proteine e il 2,6% di grassi. La grande riserva di idrati di carbonio ne fa un alimento prezioso per un impiego energetico di lunga durata, a differenza degli altri frutti non amidacei, e questo avvicina la castagna ai cereali. Questa analogia è davvero notevole, anche se si considerano i sali minerali. La castagna è molto vitaminica e ha la stessa quantità di vitamina C dell’arancia e del limone: per questo è anche anti-infettiva e previene le malattie del freddo. Insomma, un toccasana invernale. LA CARRUBA, il frutto a forma di grosso bacello color bruno, è ormai una presenza rara perfino nei negozi.

Come sapore ricorda un po’ il cioccolato, tanto che la farina della carruba torrefatta è usata da molti naturisti al posto del cacao. E’ molto dolce, un po’ tenace quando è ben secca, piace molto ai bambini, ai quali infatti era destinata tradizionalmente. Essendo un cibo tipico delle zone calde, è piuttosto diffusa all’estremo sud dell’area mediterranea (Sicilia, Grecia, penisola salentina) e sconosciuta al nord. Dal punto di vista alimentare è un buon frutto, anche se poco versatile, molto più ricco e nutriente sia dell’uva secca che dei fichi secchi; con il suo 40% di zuccheri naturali, il 5% di proteine, l’1% di grassi e il 2,5% di sali. Ha anche una modesta quota di tannino, che ne fa un moderatore e un astringente intestinale, utile in particolar modo per i bambini. Questi valori si riferiscono alla carruba secca, più usata. Un’applicazione interessante è la farina tostata, di color cacao, al posto del quale va usata per preparazioni di pasticceria casalinga: ha un sapore veramente invitante, del tutto simile al cacao.

BIBLIOGRAFIA “L’alimentazione naturale”, Nico Valerio

EDIZIONE MONDADORI.