Il pesce aiuta il cuore

Gli oli della serie N-3,chiamati anche grassi-omega. proteggono dall'infarti di essi è molto ricco il pesce. Mangiare ogni giorno una certa quantità di pesce, che può essere mezzo etto di merluzzo o un 'etto di tonno, o un chilo di sogliola (è una quantità, quest'ultima, alta, perché la sogliola è povera di grassi N-3) sarebbe sufficiente per fornire una valida ancora di salvezza. È vero che in farmacia si possono trovare i farmaci contenenti grasso di pesce, ma ovviamente rappresentano una modalità di protezione meno naturale, anche se più comoda. Uno studio condotto dal Gissi, che è un gruppo che si occupa di malattie cardiovascolari, ha portato a rendere noti i risultati di un lavoro Sperimentale che ha considerato più di 11.000 persone colpite da infarto. Questi cardiopatici sono stati tenuti sotto osservazione per 5 anni: coloro i quali hanno assunto il farmaco a base di olio di pesce sono andati in contro a recidiva in un numero di casi pari alla metà rispetto a chi non si è curato con il farmaco in argomento.

L'olio di pesce consumato in modo naturale, o i farmaci contenenti N-3 , che devono essere pagati dai pazienti, sono uno strumento utile in mano ai cardiopatici e a chi li deve curare. Non si può affermare con sicurezza che l'olio di pesce sia utile anche a chi è sano, tuttavia consigliare a tutti un consumo di pesce pari a tre pasti settimanali è sicuramente saggio e ha un senso dal punto di vista medico.