Le abbuffate e il colesterolo

In tavola, durante i pasti abbondanti di Natale e di Capodanno, il colesterolo è presente più che in qualsiasi altro momento dell'anno , e del resto è anche giusto mantenere tradizioni e abitudini che riuniscono. 

Il sentirsi parte di un gruppo fa bene alla salute mentale e fisica.Il pesce è un tipo di alimento che è possibile consumare con una certa  "larghezza" : vediamo quale è il tenore in colesterolo di alcuni tra i prodotti ittici più consumati durante queste nostre festività. Le OSTRICHE sono un tipo di piatto che può essere consumato senza grosse restrizioni, infatti la porzione classica di 6 ostriche di grandezza media contiene 3 grammi di grassi, 50-60 milligrammi di colesterolo , e ha un valore energetico di 90 kilocalorie.

Anche il SALMONE non è poi così distruttivo, visto che una porzione da 70 grammi significa 7 grammi di grassi e 22 milligrammi di colesterolo ,determinando un apporto calorico di 120 kilocalorie. Con i GAMBERETTI ,i GAMBERI e l' ANGUILLA bisogna invece andarci un po' più piano: vediamo perché. Una porzione di circa 200 grammi di prodotto fresco di anguilla, pari a 150 grammi di prodotto servito in tavola, contiene quasi 30 grammi di grassi, 170 milligrammi di colesterolo, e porta 340 kilocalorie ; 100 grammi di gamberetti  rappresentano 1 grammo di grassi, però 180 milligrammi di colesterolo, e comunque solo 70 kilocalorie. 150 grammi di ARAGOSTA (che sono 500 grammi di prodotto fresco) hanno in sé 3 grammi di grassi e ben 250 milligrammi di colesterolo , con un valore energetico di 135 kilocalorie.

Si consiglia di non superare i 300 milligrammi al giorno di COLESTEROLO, per cui ,chiaramente, una porzione di aragosta dovrebbe portare a non mangiare altro, a meno che lo si tratti di alimenti a basso o nullo  contenuto di colesterolo, come la verdura. Qualche esempio per potersi rendere conto del contenuto di colesterolo degli alimenti: in un UOVO ce ne sono circa 270 milligrammi, in un piatto di affettato circa 80 milligrammi e in una porzione di formaggio o in una bistecca da un etto e mezzo circa 100 milligrammi.