Alimentazione nel morbo di CROHN e nella colite ulcerosa

Il morbo di Crohn e la colite ulcerosa sono due importanti categorie di malattie di carattere infiammatorio dell’intestino, con infiammazione ricorrente di particolari zone intestinali. Nel morbo di Crohn è infiammato tutto lo spessore della parete intestinale; di solito colpisce l’ILEO, cioè la parte finale dell’intestino tenue, ma il processo può estendersi alla bocca, all’esofago, allo stomaco, al duodeno, al digiuno e al colon. Nella colite ulcerosa c’è una risposta infiammatoria non specifica limitata alla mucosa del colon. La colite ulcerosa è più comune. Nel mondo occidentale il morbo di Crohn è in aumento. Quando si parla di malattie infiammatorie dell’intestino, le cause possono essere di ordine traumatico, vascolare, psicosomatico, dietetico, immunologico, infettivo, genetico (da: IL POTERE CURATIVO DEI CIBI di M.T. MURRAY, edizione RED). Il morbo di Crohn è, in pratica, sconosciuto nelle culture che adottano una dieta più primitiva. Spesso i pazienti accusano diarrea, dolore, nausea e/o altri sintomi dopo aver mangiato, e inconsapevolmente riducono l’apporto di alimenti: nel 70% dei pazienti il dimagrimento è grave. Si osservano carenza di rame, vitamine E e K.

Lo scopo fondamentale della terapia nutrizionale è fornire un adatto e sufficiente apporto di calorie. I pazienti che soffrono a causa di infiammazioni intestinali dovrebbero ricevere supplementi terapeutici di vitamine ad un livello 5 volte superiore rispetto alla dose quotidiana raccomandata, così come può essere necessaria un’integrazione di minerali. Dopo l’eliminazione degli alimenti, delle sostanze e delle bevande che sono causa di allergia, la dieta del paziente dovrebbe prevedere un abbondante apporto di fibre vegetali. Una dieta ad alto contenuto di fibre ha mostrato grandi effetti positivi nel trattamento del morbo di Crohn. Tutto ciò può sicuramente contrastare con le classiche indicazioni terapeutiche delle malattie infiammatorie intestinali, che segnalano come opportuna una dieta a basso contenuto di fibre. La fibra alimentare ha un notevole effetto sull’ambiente intestinale e si ritiene che favorisca la formazione di una flora batterica più efficace. Una dieta ricca di fibre e di carboidrati grezzi è utile nella terapia dietetica delle malattie infiammatorie intestinali. E’ giusto incoraggiare il consumo di oli OMEGA-3, contenuti negli oli di semi di lino e negli oli di pesce. Il succo di cavolo, che calma le mucose irritate e stimola la guarigione, è utile nel trattamento delle infiammazioni intestinali e delle ulcere peptiche.

Un supplemento di fibra gelificante che contenga fibre, come i gusci di semi di psillio, la pectina, la gomma di guar o la crusca d’avena, può essere utilizzato la sera per aiutare a regolare le funzioni intestinali e per eliminare le tossine irritanti per l’intestino.