Il pesce, pane bianco o integrale, che cosa è un alimento naturale

Leggo sul libro “Combinazioni alimentari”, pubblicato dalla casa editrice DEMETRA, un capitolo interessante che concerne gli alimenti naturali. Un alimento naturale, innanzitutto, è un alimento integrale (o integro): si presenta come in natura, completo di tutte le sue parti commestibili. Vengono definiti alimenti integrali la frutta e le verdure fresche, l’uovo, il sale marino integrale, la frutta oleosa (mandorle, noci…). Questi alimenti possono essere mangiati e assimilati con poche e semplici manipolazioni (esempio: la cottura in acqua) o crudi. Invece gli alimenti non naturali vengono spesso impoveriti di vitamine, di enzimi, di sali, di flora batterica, a causa delle manipolazioni che subiscono per il loro confezionamento.

Sono alimenti non naturali per esempio i legumi in scatola, la farina bianca (tipo OO), la frutta sciroppata… Aggiungere della crusca alla farina raffinata non contribuisce a ottenere una farina integrale: infatti un prodotto naturale è un insieme la cui azione nel nostro organismo è molto maggiore della somma delle attività di tutti i suoi elementi costitutivi. Appare quindi chiara l’inutilità di operazioni molto frequenti nell’industria alimentare o nel commercio, come per esempio integrare con vitamine liposolubili gli oli di semi rettificati (cioè deodorati, deacidificati e decolorati) per poterli etichettare come oli “dietetici vitaminizzati”. Un prodotto naturale deve anche provenire da coltivazioni biologiche. L’agricoltura biologica è caratterizzata dall’impiego di concimi organici e di preparati naturali (decotti di erbe, alghe e minerali polverizzati…) al posto dei concimi chimici e degli anticrittogamici, sostanze molto tossiche per l’organismo umano. Anche i prodotti animali (carne, latte, miele…) possono essere ottenuti con metodi biologici: escludendo forzature nella crescita (attraverso la somministrazione di ormoni) e anche l’eccessiva somministrazione di farmaci.

I prodotti che si ottengono con questi metodi garantiscono la “pulizia” e la “ricchezza” di quello che giunge sulle nostre tavole, e quindi anche la nostra salute. La distribuzione degli alimenti prodotti con criteri biologici è oggi abbastanza diffusa e capillare. Pane bianco o integrale? Il minor utilizzo di vegetali e il maggiore consumo di carni e formaggi hanno provocato i seguenti effetti negativi a livello gastrico e intestinale. a) Minor senso di sazietà, che induce l’individuo a superare il suo fabbisogno calorico giornaliero; b) maggior tempo di permanenza nell’intestino (40 ore per il pane bianco, 24 per il pane integrale) causato dal minor volume di residui, provocando di  conseguenza: 1) aumento dell’assorbimento di sostanze caloriche quali carboidrati raffinati, grassi; 2) aumento dell’assorbimento di colesterolo; 3) diminuzione dell’assorbimento e della degradazione di acidi biliari, causato dalla presenza di una flora batterica prevalentemente anaerobica. E’ dunque auspicabile un consumo maggiore di pane integrale rispetto a quello bianco, non solo per il maggiore contenuto di principi nutritivi, ma soprattutto per il suo maggiore contenuto di fibra.

IL PESCE. Il pesce è un alimento ad alto valore nutritivo, troppo spesso bandito dalle mense a causa dell’errato convincimento che soddisfi le esigenze dell’organismo meno della carne. Il pesce risulta essere, in genere, un alimento meno “inquinato della carne”. Tuttavia anche i prodotti ittici contengono sostanze tossiche. L’inquinamento batterico può interessare i mitili e le cozze, animali che filtrano grandi quantità di acqua e così facendo possono provocare malattie infettive, come colera ed epatite virale. Il secondo tipo di inquinamento è dovuto alla presenza nel mare di sostanze tossiche come rame, piombo e mercurio. Questi metalli vengono concentrati in misura sempre maggiore passando dai pesci di piccola taglia a quelli più grossi. Requisito fondamentale del pesce è la sua freschezza, che si può valutare dall’odore, dall’aspetto delle squame, dall’occhio. Molto frequentemente si acquista il pesce congelato, la cui qualità può essere paragonabile a quella del pesce fresco. Occorre fare attenzione, però, a non acquistare pesce scongelato come pesce fresco: il pericolo di intossicazioni in questo caso è molto forte. Il modo migliore per cucinare il pesce è lessarlo in acqua o a vapore; la frittura invece lo rende indigesto, molto ricco di grassi alterati dal calore e perciò controindicato