Rapporto tra alimentazione e resa scolastica

Con la ripresa della scuola si ripresentano tutti i quesiti, i dubbi, le idee sbagliate relative a "come o cosa o quando deve mangiare un giovane che studia". Io intendo qui fornire alcuni consigli utili, che vanno anche al di là delle indicazioni relative al contesto alimentare. Io vedo, almeno per quanto concerne le scuole frequentate dai miei figli, che il carico di lavoro da frequentare a casa è spesso pesante, le verifiche continue, soprattutto in particolari momenti dell'anno, come la conclusione dei quadrimestri. Secondo il mio parere, la scuola italiana dovrebbe guardare di più ad altri modelli europei e d'oltre oceano, che lasciano più tempo libero per lo sport, per esempio, offrendo anche una collaborazione, nel campo sportivo, che non rientra nelle ore scolastiche, ne è soggetta a valutazioni sul registro. Il mio ideale è sempre stato quello di una scuola che si fa carico quasi totalmente del compito di fare apprendere, mentre vedo che la quantità di lavoro da svolgere a casa è spesso onerosa, e le famiglie non di rado sono direttamente coinvolte, in questa sorta di divisioni dei compiti, del compito di insegnare a preparare, che c'è, di fatto, tra scuola e casa. Come genitore, sentirmi dire da un figlio "quest'anno devo rinunciare a seguire uno dei due sport che mi piacciono perché ho troppi compiti", è triste, e io stesso vivo quella che ritengo essere l'ansia degli insegnanti, ansia di accumulare voti e valutazioni, quando le verifiche si succedono continuamente, quotidianamente. Comunque tornando a scrivere come medico e non come genitore, devo consigliare di non sottrarre mai ore di sonno, a favore dello studio, di bere troppo caffè illudendosi che questa abitudine sia utile, e di non saltare mai i pasti, tanto meno la prima colazione, che anzi deve essere sostanziosa, e a base di miele e marmellate, se possibile oltre ai normali prodotti del forno. Una-due ore di attività fisica al giorno secondo me sono indispensabili, e non penso che non ce ne sia il tempo: basta "spostare" un po' del riposo davanti al televisore verso l'attività all'aria aperta, che può essere la semplice passeggiata. E' utile bere molta acqua. Dopo pranzo è consigliabile affrontare le materie meno pesanti. Io penso che l'ora di cena debba essere il limite massimo, per l'impegno scolastico di ogni studente, comunque questa è una convinzione personale. La colazione, come dicevo, oltre il latte, il miele o la marmellata, cereali, pane o biscotti. Consumata la colazione prima delle 8, il potere di apprendimento raggiunge l'apice nella fascia oraria tra le 9 e le 11, per cui consiglio di concentrare in questa fase della giornata gli impegni più gravosi, dopo di che uno spuntino è utile. Dalle 11 all'ora di pranzo è possibile applicarsi bene, anche se, lentamente, la capacità di ricordare si riduce, per cui prima di pranzo ha senso occuparsi delle materie in cui c'è da "comprendere" più che da "memorizzare". Il pranzo deve essere soprattutto vario, sia nel contesto del singolo pasto, sia per quanto concerne i giorni della settimana: tutto serve, anche se, diversamente da quanto sosteneva un mio professore del ginnasio, il fosforo, come dimostrano i recenti studi scientifici, non innalza le capacità mnemoniche. Le ore migliori per memorizzare sono quelle che vanno dalle 3 alle 5 e mezzo del pomeriggio. Dopo le 18 le capacità si riducono.