Post-menopausa e fratture

Esiste un chiaro nesso fra carenza di vitamina D e le fratture e una popolazione ad alto rischio di fratture è quella costituita dalle donne in età post-menopausale. Un UN recente studio fatto dalla rivista medica Jama confronta 50 donne con età superiore ai 50 anni ricoverate per fratture del femore o per subire l'intervento di ricostruzione protesica dell'anca. Nei due gruppi(frattura del femore-protesi dell'anca) sono stati calcolati i livelli della vitamina D e dell'ormone paratiroideio circolanti. Sono state considerate 94 pazienti: 68 con protesi dell'anca e 30 con frattura. Delle 68 protesizzate, 17 presentavano osteoporosi, e 51 no.

 Gli autori dello studio hanno messo in evidenza come la carenza della vitamina D sia indispensabile per favorire l'assorbimento del calcio procurato attraverso il cibo per l'attività costruttrice di mineralizzazione dell'osso. Una diminuzione della vitamina D inibisce questi processi.Il rischio di frattura del femore , da osteoporosi, aumenta con l'età e sta crescendo in tutto il mondo. Rappresenta la complicanza più importante per questa malattia.  Con gli anni diminuiscono sia il numero di esposizioni al sole sia l'apporto con l'alimentazione di vitamina D nonchè il suo assorbimento. Le persone a rischio dovrebbero stare più tempo al sole e riequilibrare con la dieta e con l'eventuale aiuto dei farmaci prescritti dal medico l'eventuale carenza di vitamina D.

Tutto ciò ridurrebbe il rischio di fratture. Vengono suggerite dosi di 800 unità internazionali e di 25-(OH)-calciferolo con un aumento dell'apporto di calcio con la dieta, dunque con una maggiore quantità di di latte e di suoi derivati sulla tavola. Queste raccomandazioni valgono per i soggetti più ad alto rischio e nella stagione invernale. Quando l'attuazione di queste misure diventa un fatto concreto il rischio di fratture si abbassa. Quindi: più sole, più latte e più formaggi contro l'osteoporosi.