Dall'utero al mondo

Nell’utero, l’ovulo acquista la forma di un essere umano, formato da 2 milioni di miliardi di cellule. Il tragitto di 10 centimetri permette al feto di uscire dall’utero. Le cellule uovo maturo sono le uniche visive ad occhio nudo. Sono grosse cellule. Un giorno e mezzo dopo la fecondazione l’ovulo si divide in 2 cellule, dopo di che la divisione continua. Attraverso la tuba di Falloppio le cellule arrivano all’utero dove continuano ad essere nutrite. Le cellule continuano a cambiare; dopo un mese di divisione e moltiplicazione di cellule si parla di embrione. Alla terza settimana di vita il cuore batte e il sangue circola. Il seno della madre si ingrandisce.

Dopo 5 settimane l’embrione è come un pisello. La testa diventerà circa un terzo del volume totale. Compare la mandibola. A 6 settimane le dita sono abbozzate, c’è la bocca e ci sono i germi dei 20 denti da latte. A 7 settimane pesa 10-20 milligrammi. Al termine dell’ottava settimana, quando misura 3 centimetri, l’embrione è detto “feto”. Settimana dopo settimana si sviluppa lo scheletro. Nell’ecografia la macchia nera nel cranio è la retina. Inizialmente gli occhi non hanno le palpebre. A 9 settimane la testa è la metà al volume totale; il feto fluttua nel liquido amniotico. I vasi sanguigni si vedono bene sotto la pelle sottile; dopo la quattordicesima settimana corpo e testa saranno proporzionati e le gambe saranno più lunghe delle braccia. Nonostante la grandezza del cranio, il cervello è ancora poco sviluppato. A quattordici settimane si presenta il succhiamento del pollice, e questo porterà a respirare e succhiare. Quando riposa il feto è seduto alla base della spina dorsale della mamma. Alla sedicesima settimana riempie tutto l'utero.

Prosegue il suo ingrossamento. Dalla ventesima settimana tutte le madri sentono bene il bambino. Il cuore del bambino batte 2 volte più velocemente di quello della madre. Uno sbadiglio, visibile nell’ecografia, preannuncia un periodo di riposo. Il bambino nell’utero può graffiarsi con le unghie. Dalla tredicesima settimana il corpo del bambino comincia a coprirsi con una peluria e una sostanza protettiva che è la vernice caseosa. Il corpo della madre si adatta alla crescita del bambino non solo in termini di dimensioni. Dalla ventiseiesima settimana l’attività cardiaca e fisica del bambino sono molto frequenti. Nelle ultime 8 settimane si completa lo sviluppo. Nel parto le contrazioni arrivano ad essere presenti ogni 2 minuti. Il primo pianto del bambino apre le vie respiratorie. Non appena il cordone ombelicale è tagliato il bambino perde il suo sostentamento ed è solo. Finché il pianto non libera le vie respiratorie il bambino può avere un colore bluastro, poi i globuli rossi danno un colore rosato. In genere, i maschi stanno nell’utero 1 giorno in meno, ma alla nascita sono più grossi. Il bambino è nato: quelle che sembravano palette informi, nelle prime settimane di vita intrauterina, sono 20 dita ben formate.

La placenta non serve più a sostituire il fegato, a dare nutrimento: dopo la nascita il bambino si nutre attraverso ciò che arriva dall’esterno. Chi è allattato al seno mostrerà in seguito, negli anni, una sicurezza, un livello di autostima, capacità cognitive e disponibilità a socializzare maggiori rispetto a chi è nutrito artificialmente. Nel corso del parto è molto utile controllare il dolore attraverso un tipo di respirazione che si può apprendere frequentando appositi corsi pre-parto. E’ un fatto positivo per la madre concentrarsi sulle modalità di respirazione anziché sul dolore provato.