Depressione ed infanzia

Si è portati a credere che la depressione sia una patologia che interessa solo gli adulti: in realtà i bambini agitati o stanchi, ombrosi o malinconici, che silenziosamente denuncino con il loro comportamento una condizione di depressione non sono pochi: si parla di una percentuale del 3%. Non sempre le cause sono chiare, anche se appare evidente come la separazione tra i genitori, la morte di uno di essi, i litigi in famiglia, le malattie gravi che colpiscono il papà o la mamma, possano essere per il bambino alla base del disagio psichico. Quando il piccolo paziente ha un’età inferiore ai 6 anni tende a restare solo, a mostrarsi più piccolo ancora rispetto a quanto è, a regredire, a non giocare con i coetanei. Mostra di cercare l’affetto, così come passa rapidamente alla collera davanti alla negazione dell’appagamento di un suo desiderio. Può mangiare in eccesso, o troppo poco, non è facile per lui addormentarsi, ha incubi notturni e tende a svegliarsi nelle ore del sonno. 

Può tornare a fare la pipì a letto. Dai 6 anni in poi, fino all’inizio dell’adolescenza, il bambino manifesta il proprio stato di depressione attraverso la dichiarazione del calo dell’autostima, cioè afferma di non avere l’energia e le capacità per affrontare i normali impegni quotidiani. Si disprezza, si attribuisce uno scarso valore, capita che dichiari che nessuno gli vuole bene. In questo contesto, si inquadrano, si considerano possibili comportamenti che portino il bambino ad essere considerato bugiardo o megalomane. A volte il bambino compie dei furti. Non è raro che il giovane paziente accusi mal di testa, patologie psicosomatiche, dolori addominali, distrazione, demotivazione. La resa scolastica cala, parallelamente alla capacità di concentrarsi. L’adolescente depresso tende a piangere: il pianto di per sé è un fatto positivo, è uno sfogo, è sfavorevole la situazione in cui, nonostante il malessere, non si riesca a piangere. 

L’adolescente depresso si mostra annoiato, attribuisce scarso valore alla propria persona, può arrivare a concepire idee funeste e progetti di morte, e può sviluppare condizioni patologiche legate all’alimentazione, come la bulimia e l’anoressia. Per usare le parole di un adolescente, la depressione “ porta a stare da solo, a piangere senza motivo, ad abbandonarsi ad attività inutili, come leggere fumetti o trascorrere molte ore davanti al televisore”. Si sono osservati casi di notevole gravità che hanno portato ad un reale e pesante rallentamento psicomotorio. Inutile dire che, in ogni caso, dialogo e comprensione sono gli aiuti migliori che si possano offrire ad un giovane depresso, soprattutto se la condizione patologica del bambino o dell’adolescente è conseguenza di un lutto o di una tragedia. E’ comunque importante accorgersi delle reali condizioni del giovane e non sottovalutarle, ricorrendo ad un aiuto specialistico preciso. Le medicine, in questi casi, sono efficaci solo parzialmente, ed è meglio che vengano proprio evitate prima dei 16 anni.