I bambini e il riposo

 

Come gli adulti, anche i bambini hanno ritmi di sonno molto variabili, determinati dal carattere, dall'ambiente, dal modo di mangiare e di digerire, dalla respirazione e dal livello di attenzione verso il mondo. Normalmente, un bambino si autogestisce, cioè dorme per un numero di ore che è a lui necessario.

Crescendo arriva, a 6 anni, a dormire 10-11 ore, mentre da neonato dorme 18-20 ore. E' importante che il piccolo riposi dentro uno spazio e un "territorio" conosciuti, perché questo crea una forma di sicurezza che lo aiuta a separarsi dai genitori, in particolare dalla madre. Esistono studi che hanno dimostrato come bambini che, per necessità relative al lavoro dei genitori o derivanti dai problemi della famiglia (malattie, morti, separazioni), siano stati obbligati a cambiare letto più volte, non hanno potuto contare, durante la crescita, su un forte equilibrio di carattere (è vero, si potrebbe affermare che una morte o una separazione dei genitori o dai genitori siano comunque un trauma, ma io mi sto riferendo a studi scientifici che hanno preso in considerazione il concetto di "letto e territorio in cui il bambino dorme" in modo specifico).

Non è educativo prendere tra le braccia il bambino quando piange, ne (peggio ancora) tenerlo nel famoso "lettone": è utile consolare, non spostare. Spostare è semmai comodo. Quando il bambino incomincia ad avere 6 mesi dorme 14-16 ore, anche se, naturalmente, questo non è uno spazio di tempo di sonno "continuato": ci sono le 7-10 ore fatte "di filata", poi brevi spazi di riposo, di 30-50-60 minuti. Tra i 6 e i 13-14 mesi si dorme circa 12-14 ore, delle quali 2 nelle ore diurne, il resto di notte: è classico il fatto che, a questa età, il bambino si svegli prestissimo. in seguito, fino a 36 mesi, le ore di sonno sono 11-12. Il bambino spesso non vuole lasciare la madre, tira tardi, escogita malesseri e trucchi vari per rimandare o non essere lasciato solo. Se questa fase di separazione diventa gradevole, attraverso il breve rito della lettura di una fiaba, si instaura un'abitudine che, come tutte le abitudini, si traduce in una minor spesa di energia per genitori e figli. Si deve fare i conti con gli incubi e le paure, favoriti dal buio e dalla separazione (purtroppo anche in questo contesto la televisione ha di solito un effetto devastante, proponendo spessissimo immagini che non hanno nulla a che fare con il favorire il sonno, persino degli adulti). I sogni hanno comunque una loro utilità, sempre: alcune teorie ipotizzano addirittura che ad ogni età il sogno sia un esperimento, una sorta di prova di comportamenti, da utilizzare poi nella veglia, nella vita. Quando il sogno è un incubo, e il bambino piange, consolarlo è la cosa migliore, ma ognuno deve restare comunque nel proprio letto. Simili a quelli degli adulti sono i ritmi di sonno tra i 3 e i 6 anni. A 6 anni un bambino dorme circa 10 ore, ed ha abbandonato il sonnellino del pomeriggio.

Il bambino ha adesso bisogno di uno spazio che sia tutto suo, anche piccolo, ma di sua proprietà, dove tenere le proprie cose. Vorrebbe porsi tra i genitori, separarli, perché ambisce al possesso esclusivo del genitore di sesso opposto.

E' geloso, il genitore del suo stesso sesso è un nemico, comunque un antagonista: questo è il momento del complesso di Edipo. E' meglio che venga superato nei tempi giusti, e che non sia favorito un suo prolungarsi. I genitori devono confermare il proprio legame, inviando il messaggio che la coppia non è scindibile, perché questo è l'unico vero  modo per fare crescere. Parallelamente, va tenuto presente che il bambino teme di perdere il bene dei genitori, e una continua conferma relativa all'esistenza di questo affetto è necessaria. Tecnicamente, il tasso di umidità della camera dove dorme il piccolo deve essere del 35-65 %, e la temperatura tra i 17 e i 21° C.

A seconda dei casi, un umidificatore o un deumidificatore possono essere utili. Un'abitudine che, io noto, è dura a scomparire, è quella di coprire tanto i bambini, per la notte: loro tendono a muoversi molto, in genere, e il movimento produce calore.Un piccolo corpo molto coperto che si muove suda facilmente, e questo, è ovvio, non è benefico. Per finire un accenno alla posizione. Istintivamente, il bambino assume una "sua" posizione, come l'adulto, nel letto, per cui creare delle imposizioni in questo senso non è una buona scelta.