I piccoli insonni

Non si deve credere che il problema dell'insonnia possa essere messo in relazione, solo con particolari età dell'individuo, o professioni, o classi ;sociali.  Sì tratta di una realtà trasversale che coinvolge realmente milioni di persone a tutte le latitudini, e non risparmia i bambini  né li ha mai risparmiati 

l bambino e la notte non sempre sono amici e, mentre l'adulto si può comunque difendere trovando conforto in varie forme di compagnia, riempiendo il tempo con la lettura o, con la televisione, ricorrendo in maniera anche autonoma ai farmaci, il bambino è sicuramente più solo,e si trova a fare i conti con un buio mondo di preoccupazioni e di paure, dentro una famiglia che impone di dormire, e poi si procura il sonno con gli psicofarmaci. 

Così, cala la notte sui piccoli insonni, sulle loro paure, spesso generate da pessimi programmi televisivi,. da immagini diseducative e aggressive, che magari hanno il lasciapassare di un bollino verde o giallo, che funge da tranquillante per i genitori che considerando queste forme di autorizzazione,si sentono a posto nei confronti del proprio ruolo di guida, si illudono di avere esercitato un controllo.  Scende la notte sui timori generati dal mondo reale e dalla famiglia, perché non basta una porta chiusa per nascondere ad un,bambino le lotte tra i genitori, e quando il papà e la mamma non vanno d'accordo, non bastano i finti I sorrisi o i regali, i piccoli si domandano con ansia "Se loro si separeranno, cosa ne sarà di me?".  Il buio può diventare una brutta bestia, che riporta ogni notte,immagini e pensieri che si accaniscono su giovani menti inermi. 

La televisione , emettendo onde gamma, riduce la produzione di melatonina, ormone che regola il ritmo sonno- veglia, per cui, in molti casi, quando le ore trascorse davanti allo schermo sono tante, non è esci . uso che questo sia una delle cause dell'insonnia.'Una realtà, poi, ciò che io osservo, oggi, è il "bambino macchina" piccolo che a scuola mira all’ottimo è puntuale al catechismo, lotta per il posto in squadra nelle competizioni domenicali di nuoto o karatè, segue gli allenamenti di due sport e magari studia privatamente una lingua straniera o uno strumento musicale.  Tutto utile, non dico di no, tutto degno di sbalordita ammirazione, ma dove sono finiti i bambini che giocano in cortile? Oggi è tutto "programmato", si può parlare di piccoli-adulti, di macchine cronometrate, non di bambini.  Non voglio dire che i miei tempi fossero migliori, ma negli anni '60 si giocava ancora nei cortili dei condomini, e che fossero le quattro del pomeriggio lo si sapeva non perché fosse l'ora di passare dalla palestra o alla lezione. di flauto, ma perché dal quarto piano piombava su noi bambini come una bomba, il sacchetto con il panino imbottito di pomodoro per il mio amico calabrese Rocco. 

Voglio spezzare una lancia favore dei piccoli insonni: in questo mondo competitivo, più che mai i bambini sono vittime dell'ambizione dei genitori, che con la giustificazioni dei tipo "voglio che lui abbia tutto ciò che avuto io", spingono e assillano figli diventati strumenti.  A questi genitori vorrei dire ' Pagate personalmente le vostre ambizioni; non. è giusto che siano gli altri a saldare i nostri conti con la vita.

Ma torniamo alla Medicina.  Dal punto di, vista farmacologico incomincia a prendere piede fra i Pediatri e tra i Medici la prescrizione di Melatonina una sostanza presente naturalmente nel nostro organismo, un antiossidante che svolge un ruolo fisiologico nel regolare i bioritmi del corpo come il ciclo dei sonno e della veglia . Una prescrizione-tipo è quella che prevede l’assunzione di una compressa da 3 milligrammi la sera un’ora prima di dormire.  Personalmente non ritengo che questa sia una soluzione, tuttavia una compressa di Melatonina può spezzare un meccanismo di sofferenza, creando una fase di benessere nel corso della quale si può riflettere si può soprattutto parlare e si possono rivedere i ritmi e le abitudini di vita Del resto il ruolo del farmaco deve essere proprio questo, la medicina non deve essere un velo che si pone sopra ad un problema, ma un aiuto che concede una pausa per riorganizzarsi. I farmaci non sono nemici né pericoli, se si usano nel modo corretto e se si cerca grazie ad essi la vera soluzione dei problemi.