Il mal di testa nel bambino

Mentre un adulto è in grado di descrivere il proprio mal di testa, là dove ne soffra, il bambino non sempre può e riesce a spiegarsi: fino ai due anni il dolore si rende spesso evidente sotto forma d’agitazione ed irritabilità, mentre dai due ai sei anni tende a procurare uno stato di prostrazione, d’apatia e di tristezza, tende a determinare una condizione di passività che, non è raro, è tenuta in scarsa considerazione o curata come se si trattasse di tutt’altro. Un consiglio utile per i genitori è questo: il bambino cerca di adottare una posizione, magari anche scomoda, che lo aiuti ad alleviare il dolore, evita il contatto con la zona che fa male, osserva con molta attenzione e con ansia i movimenti di chi intende spostarlo, reagisce difendendosi o piangendo quando il medico o i genitori stessi vogliono esaminare la testa, per cui quando si configura un quadro come questo, è più che lecito sospettare un mal di testa. All’origine di questo tipo di patologia può esserci uno stato di sofferenza delle meningi, un problema dentale o delle vertebre cervicali, cosi come ci si può trovare davanti ad un “quadro” psicosomatico.

Se il dolore si presenta dopo che il bambino ha guardato la televisione, o dopo un periodo di lettura e di concentrazione, potrebbe trattarsi di uno stato d’affaticamento degli occhi, per cui il mio consiglio è questo: si riducano per alcuni giorni le ore che vengono trascorse davanti al televisore o ai libri, e se questo non basta, si porti il piccolo dall’oculista, poiché un difetto della vista, come la miopia, può effettivamente indurre male di testa. In ogni caso, quando i genitori capiscono che il proprio bambino soffre a causa di questo genere di patologia, è intelligente farlo riposare in un luogo tranquillo, silenzioso e poco illuminato, è utile fornirgli cibi facilmente digeribili, come fette biscottate e latte scremato, e se il dolore è forte non è sbagliato dare un antidolorifico. Io preferisco prescrivere farmaci a base di PARACETAMOLO, piuttosto che costituiti da acido acetilsalicilico (come l’aspirina) perché ritengo che il paracetamolo comporti per il bambino meno rischi; allo scopo di fornire consigli ancora più concreti dirò che, nello specifico, farmaci noti che contengono questo principio attivo sono la Tachipirina e l’Efferalgan.

Nel bambino, il mal di testa può far parte di un quadro che comprende anche febbre, inappetenza, pallore, apatia, vomito: può essere in atto un’infezione. In attesa che arrivi il medico è utile stendere il bambino sulla pancia e mettergli un panno freddo sulla fronte. Spessissimo, nei bambini come negli adolescenti, il problema non si risolve nel tempo ed è d’origine psicosomatica, le difficoltà nella scuola e nella famiglia ne sono la causa. In questi casi penso che la scelta migliore sia di parlare con il diretto interessato, con gli insegnati, ed eventualmente con uno psicologo o un neuropsichiatra. Ci sono poi anche i mal di testa che sopraggiungono quando il bambino è costretto a fare qualcosa contro la propria volontà, o i finti mal di testa, che in ogni modo, secondo me, non si possono liquidare come semplici “capricci”, perché generalmente sono indicativi di uno stato d’instabilità dell’umore. Tornando ai farmaci, è utile ricordare che  è meglio preferire un medicinale che contenga un solo principio attivo, perché ciò riduce al minimo gli effetti collaterali. Dai 12 anni in avanti le dosi sono quelle degli adulti, mentre sotto i 12 anni la quantità di medicinale è somministrata a seconda del peso. Nei bambini, inoltre, la sede, la parte precisa della testa che fa male non è molto significativa e non offre indicazioni sempre valide circa la causa del problema: per esempio, all’origine può esserci la caria di un dente.