Arteriopatia degli arti inferiori: quando soffrono le nostre gambe.

Molte persone denunciano una sofferenza a livello delle gambe, per cui ho ritenuto utile fornire alcune note pratiche, per scrivere le quali mi sono avvalso di una breve pubblicazione fornita dal reparto di Angiologia e Chirurgia Vascolare dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano. L’ARTERIOPATIA PERIFERICA è una malattia cronica, la cui evoluzione è influenzata da vari fattori, sui quali è possibile intervenire. Bisogna ricordare che il fumo, il diabete, le alterazioni dei trigliceridi e del colesterolo, la pressione alta, hanno un ruolo importante nel determinare questa patologia. Bisogna, se da tale malattia si è colpiti, abolire subito il fumo, e, se si è diabetici, controllare se stessi al meglio, dal punto di vista della dieta e dei farmaci. Si deve tenere sotto controllo l’aumento del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue, e bisogna sottoporsi a controlli periodici della pressione arteriosa, seguendo poi con attenzione la terapia che eventualmente il medico consigli.

E’ importante inserire nell’alimentazione il pesce, almeno due volte alla settimana, e rispettare le regole di vita indicate dal medico curante. Se ci si trova nello stadio della malattia detto “CLAUDICATIO INTERMITTENS”, quindi se si accusano dolori alle gambe dopo aver camminato, è consigliabile tenersi allenati nella marcia, secondo uno schema del quale parlerò più avanti. Bisogna evitare di essere sovrappeso e di condurre una vita sedentaria, è meglio non vivere in ambienti fumosi, non subire il fumo passivo, quello prodotto dagli altri, ed è senza dubbio corretto non assumere cibi ricchi di proteine e di grassi animali. Ecco ora alcuni consigli per conoscere sé stessi e per affrontare l’eventuale problema dell’ARTERIOPATIA DEGLI ARTI INFERIORI. 1) Misurate il tratto di strada che riuscite a percorrere senza accusare dolore: corrisponde a tutta la strada che potrete percorrere fino a che compaiano i dolori alle gambe. Questo è spesso un dolore di tipo crampiforme ed è localizzato soprattutto ai polpacci, più raramente alle cosce e alle natiche.

Camminate con una velocità di 120 passi al minuto, cioè fate 2 passi al secondo. 2) Riducete il tratto di strada che avete determinato del 10%: questa è la cosiddetta “unità di percorso”, e indica la lunghezza della strada da coprire diverse volte al giorno per la prima settimana. Per essere più concreto: se il tratto di strada che si è percorso senza dolore equivale a 200 passi, l’unità di percorso è 200 passi – il 10% (20 passi) = 180 passi. Siccome la velocità che si suggerisce di tenere è di 120 passi al minuto, per fare 180 passi bisogna impiegare un minuto e mezzo. 3) Percorrete per 10 volte la vostra “unità di percorso”, facendo ogni volta una pausa di 30 secondi, e ricominciando poi a camminare.

Dovete fare attenzione a tenere sotto osservazione il numero di passi stabilito. In questo modo avete ottenuto il vostro “ percorso di allenamento”. Il percorso di allenamento corrisponde a 10 “unità di percorso” e alle relative soste intermedie. 4) E’ consigliabile distribuire i diversi “percorsi di allenamento” nell’arco della giornata, ripetendoli almeno 3 volte al giorno. 5) Bisogna controllare ogni settimana il tratto di cammino percorribile senza dolore, trovando un adeguamento consono alle proprie condizioni. Il tratto di percorso verrà aumentato del 10% ogni settimana. E’ consigliabile allenarsi con regolarità, anche se tutto ciò è pesante. Se sopraggiunge un peggioramento, il medico curante va avvertito subito.