Il cancro del colon e del retto

Il carcinoma del colon e del retto ha un rischio d’insorgenza che è pari ad un caso ogni 20 adulti negli USA. Nel 1989 sono stati registrati in America 151.000 casi, portando questa patologia a rappresentare il 15% di tutte le neoplasie negli USA nel 1989 e il 15% di tutte le nuove neoplasie. Dopo il carcinoma polmonare è il secondo tumore più comune negli Stati Uniti, con 35,8 casi ogni 100.000 abitanti, mentre la Nigeria, all’opposto, ha 3,4 casi ogni 100.000, e 7 ne ha il Giappone. È la seconda causa di morte per neoplasia in USA; nel 1989 le vittime sono state 61.300, nel 1997 57.000, quindi c’è una mortalità in via di lenta diminuzione. Quando una persona è affetta da questo genere di patologia ha una possibilità di sopravvivenza a 5 anni che per quanto concerne il carcinoma del colon è del 41% (dati del 1950) e del 54% se si considerano i dati del 1980; per il carcinoma del retto, la percentuale di sopravvivenza era del 40% nel 1950 e del 51% nel 1980. Oggi esistono strategie terapeutiche più aggressive e c’è uno studio molto più attento rivolto all’individuazione delle lesioni precancerose o cancerose precoci. L’anziano è più colpito e, infatti, questo genere di tumore conosce un incremento progressivo dalla seconda alla ottava decade d’età. Solo il 3,6% dei casi colpisce pazienti che abbiano meno di 40 anni.

Esiste una lieve prevalenza nel sesso maschile, e c’è una tendenza ad aumentare nel colon destro e a diminuire nel colon sinistro. Le cause del CCR restano in buona parte oscure, anche se in ogni modo le diete povere di fibre e ricche di grassi hanno una loro responsabilità. I FECAPENTENI sono composti detti “mutageni” prodotti dalla microflora intestinale e la loro azione non è positiva, vista nel contesto del discorso che sto facendo: sono correlati ai carcinomi del colon e del retto e ai polipi del colon. Sono ridotti dalle fibre dalla vitamine C, A ed E, nonché dal SELENIO. L’ARROSTIMENTO e la FRIGGITURA sono tecniche di cottura che, intervenendo in senso sfavorevole sulle proteine, producono BENZOPIRENE e NITROSAMINE, PERICOLOSISSIME per ESOFAGO, STOMACO e COLON. Inoltre, non dimenticate che più la carne è ricca di proteine (CARNI ROSSE) maggiore è la presenza di sostanze che favoriscono il cancro.

Le nitrosamine si trovano anche nelle carni in scatola e negli insaccati. I NITRATI sono pure cancerogeni, e sono usati nell’agricoltura, spesso inquinano le acque, sono contenuti nei DISERBANTI, o comunque in molti di loro. IN SOSTANZA, si può cercare di prevenire il CCR, RIDUCENDO I GRASSI E IL COLESTEROLO, AUMENTANDO LE FIBRE VEGETALI COME LA CELLULOSA E LA CRUSCA, ELEVANDO LA QUOTA DIETETICA DI CALCIO, VITAMINE D, A, C, ed E, e di SELENIO. È poi consigliabile la rimozione chirurgica delle lesioni precancerose, come i polipi, e l’asportazione totale del colon nelle sindromi polipose ereditarie. C’è una correlazione tra CCR e radiazioni, malattie da immunodeficienza, come AIDS E PATOLOGIE CONSEGUENTI A TRAPIANTI, condizioni economiche elevate (ricordavo all’inizio che in Nigeria ci sono 3,4 casi ogni 100.000 abitanti, distribuzione geografica (colpiti USA, NUOVA ZELANDA e AUSTRALIA), alto consumo di GRASSI ANIMALI, PROTEINE e CARBOIDRATI RAFFINATI. Il 90% e più di carcinomi del grosso intestino procura metastasi al FEGATO. Comunque, il CCR è curabile in un’alta percentuale di casi. I TESTS utilizzabili efficacemente nello screening, quindi nella ricerca del CCR a livello di popolazione esposta sono: la RICERCA DEL SQANGUE OCCULTO NELLE FECI, l’ESPLORAZIONE RETTALE, l’ENDOSCOPIA, Il CLISMA OPACO A DOPPIO CONTRASTO.

Dopo i 40 anni vanno eseguite ogni anno l’esplorazione rettale e la ricerca del sangue occulto nelle feci, e dopo i 50 anni anche l’endoscopia. I SINTOMI SONO ASPECIFICI e TARDIVI: quando COMPAIONO LA PROGNOSI E’ GIA’ PEGGIORATA. Posso ricordare l’anemia severa, il dolore addominale vago e sordo, la presenza di una massa palpabile, i sintomi da ostruzione, la costipazione, la stitichezza e la diarrea, i crampi, la presenza di sangue nelle feci, e le emorragie derivanti dall’intestino. C’è ANCHE IL TENESMO, la sensazione di non aver evacuato tuttele feci. Per la DIAGNOSI è importante studiare la familiarità, le abitudini alimentari, le modalità e le eventuali modifiche dell’evacuazione intestinale, esaminare accuratamente l’addome, esplorare il retto, eseguire le indagini endoscopiche, il clisma opaco a doppio contrasto, la RX del torace, la cistoscopia, l’urografia, la scintigrafia ossea, la TAC e la risonanza magnetica nucleare a livello celebrare, nonché altri vari esami specifici.