Essere in coma

DOMANDA: Dottore, può spiegarmi cosa significa esattamente “essere in coma”?

Risposta: Il paziente in coma è una persona distesa con gli occhi chiusi, non risponde agli stimoli che vengono dall’esterno, e può presentare respirazione veloce, oppure superficiale e lenta, pressione arteriosa alta o bassa, anomalie a livello del cuore, rigidità della nuca, febbre o, al contrario, temperatura bassa, anemia, ittero (colore giallo della cute e delle sclere), stato di intossicazione, insufficienza epatica, diabete, meningite. Tra le cause si annoverano: lo stato epilettico, le tossine, le anomalie del metabolismo, l’emorragia e la trombosi endocronica, infezioni quali l’encefalite, la meningite, la setticemia, poi lesioni intracraniche, traumi, assunzione in eccesso di alcool o farmaci. Il 3% dei ricoveri riguarda pazienti in coma. Il 40% di questi pazienti ha assunto farmaci  sedativi in sovradosaggio. Come scrive James Woolliscroft il sovradosaggio di farmaci sedativi o di alcool non è, di solito, letale, e la prognosi è favorevole, se si tutelano le funzioni respiratoria e circolatoria. IL trattamento del paziente in coma prevede che si corregga la causa, si mantengano l’idratazione e la nutrizione e, naturalmente, si cerchi di eliminare il coma stesso. Si può dovere ricorrere ad antibiotici , antimicotici, antivirali, farmaci per correggere le anomalie metaboliche, eparnia per prevenire le trombosi.