DOTTORE MI SPIEGHI

DOMANDA: Caro dottore, mio figlio sta per affrontare gli esami di maturità e una parente mi ha consigliato di fargli usare, in questo periodo, un farmaco stimolante. Mi può spiegare di cosa si tratta? Grazie. 

Una mamma.

RISPOSTA: Uno stimolante è una sostanza capace di agire in modo eccitante su varie parti del sistema nervoso centrale. Sotto l’effetto di un medicinale (o comunque, di un prodotto) di questo tipo ci si sente meno affaticati, sia psichicamente che fisicamente. Storicamente gli stimolanti più utilizzati sono la caffeina, l’efedrina, la simpamina, l’amfetamina o benzedrina. E’ vero che (come capita per gran parte delle medicine) si tende ad abituarsi all’uso di questi prodotti, e  ciò significa che,  se vengono assunti per lungo lasso di tempo, portano, chi ne fa uso, da una parte ad aumentare le dosi per avere un effetto costante, e dall’altra a doverli utilizzare per avere il livello di attenzione e di “energia” al quale si è abituati. Naturalmente l’assunzione di questi farmaci va regolata dal medico ed un uso eccessivo è da considerare pericoloso. IL caffè e il tè contengono caffeina, quindi sono effettivamente eccitanti, mentre l’alcol ha proprietà opposte. Personalmente non consiglio l’uso di stimolanti, non solo per gli effetti collaterali che possono comportare (insonnia, nervosismo) ma anche perché, senza retorica, penso che i risultati nello studio non debbano essere legati ad impegni finali massicci, ma ad un’applicazione costante.