La Fibromialgia

La fibromialgia è una malattia caratterizzata da dolori cronici diffusi, parestesie, stato di debolezza, disturbi del sonno, dolore articolare nella mobilizzazione, e a carico di alcune zone muscolotendinee, con assenza di reperti neurologici e di laboratorio caratteristici. I possibili fattori scatenati dall’episodo di fibromialgia sono i traumi fisici, i traumi psichici, come il mobbing, l’influenza o altre infezioni virali, una serie di infezioni non virali, l’interruzione dell’uso di steroidi, l’ipotiroidismo. Tra le malattie simulate dalle fibromialgie ricordo le spondiloartropatie sieronegative (spondilite anchilosante compresa), l’artrite reumatoide, la polimiosite, che è una infiammazione diffusa delle strutture muscolari, la polimialgia reumatica (che procura, come la fibromialgia, dolori e rigidità a carico delle anche e delle spalle, ma si presenta in un periodo diverso, cioè tra i 50 e gli 80 anni, mentre la fibromialgia interessa la fascia di età tra i 25 e i 50), le neuropatie da compressione, come la sindrome del tunnel carpale o la sindrome da nevralgia intercostale, che hanno manifestazioni comuni con la fibromialgia, come le parestesie e i dolori diffusi, e l’ipotiroidismo, il cui quadro clinico può essere identico a quello della fibromialgia, con la differenza che in quest’ultima malattia le concentrazioni di T4 e di  TSH nel siero sono normali. Nella fibromialgia (che colpisce più le donne rispetto agli uomini) si possono identificare 9 punti, che possiamo chiamare “trigger-points”, e che in realtà sono 18, poiché hanno una loro simmetria, nel senso che ogni punto di destra ha il suo corrispondente a sinistra, i quali, se vengono stimolati, cioè compressi, procurano un vivo dolore.

Essi sono: 1) la regione al di sotto del ramo inferiore del muscolo sternocleidomastoideo, quindi alla base del collo; 2) la zona in prossimità della seconda sincondrosi condrocostale, quindi, in corrispondenza della seconda costola; 3) il punto a 2 centimetri dall’epicondilo laterale (si trova estendendo il braccio, con il palmo rivolto verso l’alto, e toccando la piega del gomito verso l’esterno); 4) la sporgenza del grande trocantere, quindi la parte più alta del femore, osso della coscia; 5) il cuscinetto adiposo mediale del ginocchio, cioè la parte della gamba, in corrispondenza del ginocchio, che “guarda” verso l’altra gamba; 6) l’inserzione del muscolo suboccipitale, dunque la testa, dove si situa la zona anatomica che comunemente chiamiamo “nuca”; 7) l’origine del muscolo sopraspinoso, quindi l’angolo superiore interno (verso la colonna vertebrale) della scapola; 8) la metà del margine superiore del muscolo trapezio, che copre, a grandi linee, la nuca, il collo, la spalla, una parte della scapola e la colonna vertebrale, in corrispondenza delle vertebre cervicali e toraciche; 9) il quadrante superoesterno del gluteo. Come ripeto, questi sono 18 punti (9 per 2) che, se toccati, nel fibromialogico scatenano un dolore molto acuto, e ho voluto parlarne dettagliatamente perché il conoscerli può essere utile a qualcuno per arrivare ad individuare questo tipo di patologia. Come dicevo, sono colpite quasi sempre le donne, e mi riferisco soprattutto alle donne giovani, tra i 25 e 50 anni. Esse non rispondono, come si vorrebbe, agli ANTIDOLORIFICI, benché la femmina, grazie agli ESTROGENI, risponda meglio al dolore.

Si è tentato anche con la somministrazione di estrogeni attraverso iniezioni. In realtà, ai fibromialgici si è dato di tutto, nel tentativo di alleviare il loro vivo dolore. Io personalmente ne ho curati diversi, e devo dire che, nella ricerca di un aiuto concreto, si passa dai corticosteroidi ai triciclici, dal metotrexato ai sali d’oro, dai FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) agli antidolorifici, alle benzodiazepine. Io ho provato (con buoni risultati) a curare con le acque CARBONICHE (tipo fonte di RABBI) e SALSOBROMOIODICHE (tipo ABANO). Questi soggetti ( non molti lo sanno) dovrebbero usare anche la TORBA, perché alimenta la muscolatura: la torba fornisce l’acqua perché l’ACTINA e la MIOSINA, nei muscoli, si uniscano. I bagni con torba sono a 54 gradi e durano 20 minuti: col tempo, ho visto che la dolorabilità scompare e c’è un recupero del muscolo. La FIBROMIALGIA fa comunque parte delle  SINDROMI DOLOROSE CRONICHE MALDEFINITE, come l’astenia cronica, la sindrome da colon irritabile, la lombosciatalgia detta “idiopatica”, le cefalee da tensione e le cefalee emicraniche. Nella fibromialgia, c’è sempre e comunque una TRIADE di sintomi: DOLORE, DEBOLEZZA, DEPRESSIONE (D.D.D.). Come dicevo, nella mia pratica di specializzando in Medicina Termale ( o Idrologia Medica) vedo che le acque termali curative servono nella cura della fibromialgia. Sì alle acque carboniche e salsobromoiodiche, no alle acque sulfuree. Un esempio “odontoiatrico” di questa verità è il seguente: se un paziente ha una PULPITE, quindi un dolore dentale acuto, è utile che tenga in bocca (finchè non è visto da un dentista) acqua carbonica o salsobromoiodica: esse alleviano il dolore, a differenza dell’acqua sulfurea, che lo esacerba.