la_provincia.jpg (2536 byte) I calcoli biliari

Il problema dei calcoli biliari è molto diffuso nel nostro mondo occidentale, e la causa è da ricercare nella dieta, anche se l'età avanzata, l'obesità, la gravidanza, il diabete, l'aumento del colesterolo, i contraccettivi, la cirrosi dell'alcolista o le infezioni croniche sono fattori predisponenti. Anche se l'immagine è un po' semplicistica, si può pensare ai calcoli come a sfere o cristalli di colesterolo o di calcio, o di ambedue questi componenti, che prendono forma quando c'è nel corpo troppo colesterolo, nella bile in particolare il passaggio della bile stessa il calcio è eccessiva.

Se i calcoli ostacolano il passaggio della bile della cistifellea all'intestino, diventa difficile o addirittura impossibile digerire i grassi, e il paziente va incontro ad una condizione di malattia che si configura con dimagrimento, febbre, a volte brividi, dolore persistente e di varia intensità, un dolore che spesso si irradia alla spalla destra, e insorge bruscamente o gradualmente. Altri sintomi dello stadio di calcolosi biliare sono le turbe digestive, la nausea, il vomito, il senso di gonfiore, il prurito, l'ittero (cioè la colorazione gialla della cute e delle mucose), la flatulenza.

C'è da dire che il vegetariano è molto meno "a rischio" rispetto a chi non lo è, e, infatti, le indicazioni utili per prevenire i calcoli biliari sono: evitare la stitichezza consumando cibi poco raffinati e prediligendo le fibre, consumare verdura e frutta in abbondanza, assumere con parsimonia alcol e grassi, controllare il peso. Nel contesto di questo discorso è corretto ricordare l'importanza della crusca, e delle acque bicarbonato-alcaline (come la Gaverina e l'Agnano Terme) o bicarbonato-alcaline-terrose ( come l'acqua di Vichy, la Bognanco, la Ferrarelle e la Sangemini). Queste acque hanno un'azione equilibratrice, riducono l'acidità della bile, ne favoriscono il drenaggio, cioè il passaggio verso l'intestino , ne diminuiscono la viscosità, e hanno un'azione anti-infiammatora. Cibi utili nella calcolosi biliare sono i carciofi e le verdure amare come la cicoria e il tarassaco, che favoriscono la produzione della bile, promuovendo così la diluizione del calcio e del colesterolo.

Un dato certo è che i carciofi hanno un'azione positiva nei confronti d'organi come il fegato e la cistifellea. Le fibre solubili in generale possono favorire la secrezione di colesterolo. La verdura, la frutta, i legumi e l'avena contengono alte quantità di fibre solubile, che limitano l'iperglicemia (quindi l'aumento della quantità di zucchero nel sangue) che si ha dopo i pasti. Questo è importante, perché l'iperglicemia fa aumentare il colesterolo nella bile, e, come sappiamo, i calcoli possono essere proprio "di colesterolo". Si è calcolato che circa il 23-27% delle donne e il 10-14% degli uomini soffra di calcolosi biliare prima dei 60 anni; comunque, in genere, i disturbi iniziali alla cistifellea fanno la loro comparsa tra i 40 e 60 anni, benché non sia rarissimo trovare individui giovani che ne soffrano.

Esistono farmaci che possono sciogliere certi tipi di calcoli, e comunque si può sempre intervenire con tecniche chirurgiche o con la litotripsia, là dove il litotritore è uno strumento capace di sminuzzare un calcolo trattenutonelle vie biliari senza la necessità che s'intervenga chirurgicamente, utilizzando invece, per esempio, raggi laser o ultrasuoni. E' interessante notare come circa la metà di coloro che siano affetti da pancreatite soffra di calcolosi biliare. Una percentuale di malati di calcoli biliari che va dal 2 al 4% può andare incontro ad un tumore, per cui è consigliabile intervenire anche chirurgicamente sulla cistifellea "ammalata" di calcoli, anche se non ci sono sintomi. In ogni caso, come sempre, la scelta più giusta è quella preventiva, che si concretizza soprattutto a tavola