I virus

Da quando esiste l’uomo, la mente umana è stata affascinata dall’idea di ciò che è enormemente grande e enormemente piccolo. I virus si pongono in un particolare mondo compreso tra il vivente e il non vivente, tra le molecole che possono autoduplicarsi e quelle che non possono. Ne parla il biologo molecolare Arnold J. Levine, nel libro “ VIRUS” edito da Zanichelli. Tutte le forme di vita usano due categorie di sostanze chimiche, una in cui è depositata l’informazione, e l’altra che, servendosi di quella informazione, permette all’organismo di riprodursi. L’informazione, che è protetta e custodita in ogni essere vivente, procura un programma per dare vita alle funzioni, appunto, vitali, dell’organismo, e per trasmettere alla generazione successiva una copia praticamente uguale, di questo programma. Proprio come avviene nella situazione in cui una informazione sia registrata su un nastro magnetico, anche quella custodita negli organismi viventi può essere letta. I virus più piccoli, i VIROIDI , si riproducono nelle piante provocando gravi malattie. Il viroide più semplice contiene circa 10 milioni di volte meno informazioni di quelle contenute nel genoma umano. La replicazione del viroide deve avvenire dentro una cellula ospite vegetale, che apporta tutte le componenti necessarie alla replicazione dei cromosomi del viroide. Tutti i virus si possono riprodurre solo dentro cellule viventi, perché richiedono grossi contributi da parte di chi li ospita. Comunque, siccome i virus sono tra loro diversi ed hanno esigenze diverse, ne esiste un grande numero e una grande varietà, anche per quanto riguarda il tributo che chiedono all’ospite, e, in sostanza, la patologia che causano. Le malattie virali hanno avuto una grande importanza nella storia del genere umano: questi parassiti sono intervenuti nell’evoluzione dei loro ospiti animali e vegetali, arrivando a determinare in grande misura la forma attuale. Le malattie virali spesso hanno determinato la storia. Per esempio, difficilmente nel 1520 un piccolo gruppo di soldati spagnoli avrebbe sconfitto gli amerindi, se non fosse stato aiutato da una furiosa epidemia di vaiolo. Dal 1977 non si registrano casi di vaiolo, e si può ritenere che le campagne di vaccinazione abbiano sconfitto una malattia che minacciava l’uomo da almeno 2000 anni. L’AIDS, la cui causa è il virus HIV ( Human Immunodeficiency Virus) è ancora, di contro, un enigma, in buona parte. Nella seconda metà del ventesimo secolo le scienze biologiche hanno conosciuto una vera rivoluzione. Lo studio dei virus e dei loro ospiti è stato molto importante, perché ha dimostrato che molte forme di vita e molti processi vitali hanno degli aspetti in comune. Infatti, visto che i virus dipendono dai loro ospiti per ottenere i mezzi necessari a replicarsi, obbligatoriamente condividono con questi ospiti gli stessi segnali e gli stessi meccanismi. Ciò che si impara dai virus può essere applicato anche agli organismi più complessi. Alcuni virus inducono il cancro, perché modificano i segnali e le funzioni usate dalle cellule ospiti per riprodursi. Identificare queste funzioni e questi segnali è stato dunque molto importante per capire quale è la base molecolare del cancro, e lo studio dei virus ha fornito indicazioni circa la via da percorrere per ottenere approcci sempre nuovi alla terapia e alla prevenzione. Un esempio. A Taiwan è stato messo in atto un esperimento che ha portato 63.500 neonati ad essere immunizzati verso il virus dell’epatite B e si prevede che, in futuro, questa profilassi porterà tale popolazione a vedere ridurre l’incidenza del carcinoma epatocellulare di circa 8.300 casi. Solo tra il 1886 e il 1898 i virus hanno ottenuto un riconoscimento come entità precise, e da allora, su essi, si è imparato molto. I primi eventi, nel corso di una infezione virale, sfruttano i segnali e i processi della cellula ospite, liberando all’interno di essa il genoma virale. Alcuni virus hanno sviluppato meccanismi complicati, a questo scopo, comunque il risultato è sempre uguale a se stesso: accedere all’ambiente intracellulare per produrre molte particelle virali. Se un genoma virale, formato da DNA o RNA, entra in una cellula, ha due traguardi da raggiungere: arrivare alla produzione di nuove proteine virali seguendo un ordine di tempo preciso e replicare l'acido nucleico virale (DNA o RNA). Le tecniche messe in atto per ottenere questi risultati sono diverse per i vari gruppi di virus.