Il controllo dell’ansia e dello stress psico-fisico

Recenti dati forniti dall’OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità) indicano che, all’incirca, il 10% delle persone che si rivolgono ai medici di medicina generale è sofferente a causa di un disturbo di ansia. Nel 7,9% dei casi si parla di DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATA, nell’1% dei casi di DISTURBO DI PANICO, e nel 1,5 % dei casi di AGORAFOBIA, cioè di paura degli spazi aperti, paura di uscire di casa, timore nei confronti della gente. Si pensi che, come indica una monografia sull’ansia pubblicata dalla casa editrice Fernando Folini, si ritiene, oggi, che in un momento qualsiasi del giorno, un miliardo e mezzo di persone soffra a causa di un qualunque tipo di disturbo neuropsichiatrico, che vada dal disturbo mentale al disturbo del comportamento, all’abuso di droghe, farmaci, alcool. Circa mezzo miliardo di queste persone è sofferente a causa della presenza contemporanea di due o più disturbi. Il 75% di essi vive in Paesi in via di sviluppo. Se vengono tenuti presenti certi limiti, l’ansia può essere utile, anzi indispensabile, in quanto agisce come segnale d’allarme nei confronti di un pericolo reale, e anche perché eleva il livello delle prestazioni dell’individuo: classico è l’esempio della condizione di una persona prima di un esame. I sintomi più frequenti  dell’ “attacco” o “crisi” di ansia sono il senso di non-realtà, l’eccesso di sudorazione, l’aumento del battito cardiaco, i tremori, il senso di soffocamento. Si può affermare che esiste realmente un disturbo d’ansia quando è compromessa la vita lavorativa e sociale o famigliare, si inizia a stare alla larga dalle situazioni che si temono, la paura è molto maggiore rispetto a quanto sarebbe giustificato in rapporto alla situazione, e quando la reazione che si configura con l’ansia si presenta spesso. La monografia “WHO MENTAL HEALTH BULLETIN”, che ho citato prima, offre una descrizione veramente completa dei vari contesti nei quali si manifestano i disturbi di ansia. Chi soffre di FOBIA SOCIALE è spaventato dall'idea di essere osservato, di essere al centro dell'attenzione, o di essere criticato, e ha paura di compiere atti stupidi o che creino imbarazzo tra le persone. Il “fobico sociale” teme di parlare davanti agli altri, e di formulare delle domande, di mangiare o scrivere davanti ad altre persone, in generale è terrorizzato dall’idea di essere al centro dell’attenzione o di partecipare a cene, matrimoni, feste, pranzi, incontri religiosi. Nel DISTURBO DI ANSIA GENERALIZZATA c’è una eccessiva preoccupazione determinata dal pensiero del futuro e da eventi del tutto normali. Non ci sono situazioni specifiche che la determinino. Chi ne soffra presenta gli stessi sintomi fisici che si hanno nelle altre forme di ansia. Il DISTURBO DA PANICO si rende evidente con attacchi improvvisi e forti di ansia, che non sono giustificati da episodi particolari. C’è, nel disturbo da panico, la paura di morire, c’è il senso di irrealtà, c’è la paura di diventare pazzi. Dal punto di vista fisico, il paziente può accusare nausea, stordimento, vertigine, attacchi di calore o brividi di freddo, sudorazione, formicolio nei piedi e nelle mani, torpore, tremore, senso di soffocamento, palpitazioni, respiro rapido, dolore all’addome e oppressione a livello del torace. L’AGORAFOBICO non vuole uscire di casa, né viaggiare solo, né frequentare luoghi pubblici e affollati. L’agorafobia, più spesso, si rende manifesta quando ci sia il rischio di avere un attacco di panico, o là dove si avverta la sensazione di essere intrappolati e non poter scappare, o quando si configuri l’idea che non sarebbe semplice o possibile ricevere un aiuto se fosse necessario, e infine quando l’ambiente non sia conosciuto. L’ansia mentale e fisica si danno forza in modo reciproco, e l’una peggiora l’altra. L’ansia può anche essere la conseguenza di una leggera iperventilazione che si prolunghi nel tempo: là dove ci sia una lieve iperventilazione, anche un semplice sbadiglio, o un sospiro, possono provocare una crisi di panico, o sintomi fisici di ansia. Pensare in modo negativo rende più acuto lo stato di ansia. Tutti noi sappiamo come pensare ad una situazione spiacevole la renda peggiore, nella nostra mente, a causa dell’effetto “rimuginare”. Si può passare parecchio tempo preoccupandosi di qualcosa che comunque non accadrà mai: ricordatelo, voi lettori. Si possono fraintendere comportamenti e modi di pensare di altre persone. Il respirare troppo rapidamente riduce i livelli di anidride carbonica e provoca la cosiddetta ALCALOSI respiratoria, portando ad un minore apporto di  ossigeno al cervello e nel corpo intero, con la conseguenza che si possono sviluppare sintomi fisici di ansia. Uno STRESS PSICOLOGICO può essere costituito da un problema finanziario, da un eccesso di lavoro, dall’insonnia, dalla noia e dalla perdita di tempo, dalla morte o dalla grave malattia di una persona cara, da una serie di litigi, dalla fine di un rapporto. Uno STRESS FISICO è rappresentato da un trauma, dall’abuso di certi farmaci, dall’abuso sessuale o fisico, dall’alcoolismo, da un male fisico. Per quanto concerne il trattamento di questi disturbi va detto che sono disponibili metodi validi per controllare e interrompere gli attacchi di panico, per esempio rallentando la respirazione, e per affrontare le situazioni temute ed evitate, per esempio esponendosi gradualmente alle situazioni che determinano ansia, nonché per cambiare il modo di pensare irrealistico e negativo, diminuendo la tendenza a preoccuparsi di continuo. Spesso è utile, come sottolineano C. Munizza  e collaboratori, un regolare esercizio fisico. La ricerca ha dimostrato che la cosiddetta terapia COMPORTAMENTALE e la terapia COGNITIVO-COMPORTAMENTALE possono essere efficaci per trattare diversi tipi di disturbo d’ansia. Sicuramente l’intervento di uno psicologo o di un medico psichiatra sono sempre consigliabili.