Il dolore e la personalità

Le consultazioni in medicina generale, le richieste di visite mediche, sono promosse in larga misura dalla stanchezza e dal dolore. Il dolore costituisce un linguaggio, formato da parole, confronti, immagini, comportamenti e abitudini. E' una rappresentazione della personalità dell'individuo, e del suo modo di affrontare persone e situazioni in pratica, riflette il carattere, perché, gli aspetti psichici, morali e fisici, nonchè affettivi, il ricordo delle precedenti esperienze, il timore per il futuro, sono parti proprie del vivere il dolore, ma anche del vivere in generale.

Naturalmente, non si tratta di un problema sempre di origine psichica, tuttavia è un sintomo accusato da molti pazienti nevrotici : il dolore è, spesso, un chiedere aiuto, è un modo per avvicinarsi al medico, perchè individui il malessere reale, non di rado psicologico. Così, il dolore è, molte volte, 'usato"; anzi, ce ne sono alcuni tipi, come quelli toracici, le cefalee, le lombalgie, il colori irritabile, più "scelti", rispetto agli altri, per attirare l'attenzione. La personalità ISTERICA è tra quelle che più spesso si incontrano, per quanto concerne le tipologie della reattività al dolore: essa è caratterizzata da egocentrismo, manifestazioni teatrali, instabilità emotiva. Il paziente isterico (una volta si riteneva che si trattasse di un modo di essere più che altro femminile) trae benefici dal dolore, e questo cambia, si sviluppa o regredisce in base alle risposte da parte dell'ambiente, compreso il medico.

L’individuo ANSIOSO vive in una condizione di tensione permanente e dolorosa, che si fonda sul nervosismo, sull'irritabilità, sulla fragilità verso gli eventi, visti come, aggressivi, o potenzialmente tali: questa è una condizione in cui la soglia della percezione dei dolore è più bassa che nella maggior parte dei pazienti. L’OSSESSIVO è molto preoccupato dall'ordine, dalla puntualità, dalla pulizia, dal senso del dovere, dall'essere fedele agli impegni presi, è perfezionista e meticoloso, intellettualizza le situazioni, è tenace, testardo, spesso affettivamente freddo: cerca di mettere in difficoltà i medici, passandone spesso in rassegna un gran numero.

La cosiddetta personalità PSICOASTENICA è riscontrabile là dove sussistano indecisione, apprensione, irrazionalità e istinto, propensione al dubbio, allo scrupolo, al "guardarsi dentro" doloroso. Questi individui vivono il contesto doloroso in modo ipocondriaco, costantemente inquieti per la propria salute, convinti di essere vittime di una malattia sconosciuta o non curabile. La personalità PARANOICA, rigida, suscettibile, sospettosa, che nutre una grande stima di sé e mette spesso in dubbio le conoscenze del medico, aggredendolo a volte anche dal punto di vista giuridico, si avvicina al comportamento nel dolore che ho descritto come "personalità psicoastenica '.

Allo stesso modo, a quest'ultima si avvicina il carattere FOBICO, che tende alla fuga, è timido, iperemotivo e in perpetuo stato di allarme, sempre sulla difensiva. Quando, infine, si parla di personalità DEPRESSIVA bisogna differenziare tra H dolore che tende manifesto lo stato di depressione, e la reazione depressiva accesa dal dolore cronico. Infatti diverse personalità patologiche sono rese manifeste dal sintomo "dolore".