Il dolore oncologico

Nel paziente oncologico dunque colpito da una neoplasia, il dolore è presente nel 50% dei casi nelle varie fasi della patologia, e interessa il 70-80% dei malati nelle fasi avanzate. E' in relazione al tipo di tumore ed è più forte nei tumori solidi.  Raggiunge .le percentuali più elevate nei tumori ossei, del polmone e del pancreas, e in tutte le forme che determinano formazioni di metastasi ossea.  In 7-8 casi su 10 il dolore è collegato al fatto che ci sia una. invasione, da parte della neoplasia, di ossa, tessuti molli e nervi, e alla compressione di strutture nervose, La chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia possono essere causa del dolore nel 20% dei casi. 

La posizione obbligata che devono mantenere molte persone affette da tumore provocano spesso l'insorgenza di dolori muscolari e articolari. Le malattie infiammatorie, virali o batteriche possono determinare il presentarsi di infezioni del cavo orale, herpes zoster, malattie dell'apparato urogenitale, che sono stimolate dallo stato;di depressione cronica del sistema immunitario.  Il paziente neoplastico richiede un continuo adattamento della terapia analgesica, perché l’adattamento del dolore varia di continuo. 

Dal punto di vista della cura contro il dolore, si considerano tre livelli, o gradini: il primo è rappresentato dai Fans, o farmaci antinfiammatori non steroidei, i secondo dagli appioidi deboli e il terzo dagli appioidi forti.  Questa scala sembra essere in grado di controllare il dolore in più dell'80% dei pazienti affetti da neoplasia.  Il 5% dei pazienti oncologici con dolore non ottiene un sufficiente miglioramento, per cui, nelle fasi terminali, l'unica possibile soluzione può essere Il abolizione o la riduzione del livello di coscienza.