la_provincia.jpg (2536 byte) La bronchite e l'enfisema

La bronchite è l’infiammazione dei bronchi, anche se spesso sono coinvolti pure i bronchioli e i più piccoli dotti. La sua gravità ha gradi diversi. I casi più lievi possono sembrare simili a un forte “raffreddore di petto ”. I casi gravi portano alla polmonite e talora a morte. La bronchite è molto diffusa. Vi sono due forme di questa affezione: quella acuta e quella cronica.

BRONCHITE ACUTA

E’ la conseguenza di infezioni virali e batteriche che complicano raffreddori e influenze; esposizione all’aria fredda e umida; inalazione di polveri e vapori irritanti; oppure ha un’origine multifattoriale. L’attacco inizia con tosse secca e dolorosa, con una sensazione generale di acuto malessere. Può coesistere anche una leggera febbre. Dopo due o tre giorni la tosse incomincia ad essere unita a catarro (secrezione mucosa dai bronchi) in  quantitativo sempre maggiore. La sintomatologia si attenua. La tosse può persistere per tre o quattro settimane, ma i sintomi più dolorosi scompaiono in 10 giorni circa. La malattia è molto pericolosa nelle persone anziane, specialmente in presenza di enfisema. La cura consiste in somministrazione di antibiotici, riposo a letto, caldo, bevande calde, inalazioni ed astensione dal fumo.

BRONCHITE CRONICA

La bronchite cronica colpisce prevalentemente le persone di mezza età e gli anziani. Può portare all’enfisema e alla insufficienza cardiaca. La malattia s’instaura in genere dopo ripetute infezioni alle vie respiratorie. Vi sono diversi fattori determinanti: l’abuso di tabacco; l’esposizione a un clima freddo e umido; il vivere in condizioni di umidità o in un ambiente di polveri e fumi irritanti (inquinamento industriale); l’obesità, e forse una predisposizione costituzionale. L’affezione provoca una tosse costante, più insistente nelle ore notturne e al risveglio. La mucosa dei bronchi si ispessisce e può essere compromesso l’apporto nutritivo del sangue ai polmoni. L’enfisema e altre complicazioni possono portare a una costante dispnea. La cura dipende dall’età del paziente, dalla gravità della malattia e dalla presenza o meno di complicazioni. La base terapeutica si avvale di espettoranti per sciogliere il muco; inalazioni e antibiotici, nel caso di qualche infezione batterica o virale. Per prevenire una ricaduta il paziente deve evitare il freddo, il fumo, la polvere e i pollini. Bisogna aver cura che i raffreddori non degenerino in bronchiti. L’enfisema è collegato alla bronchite e al fumo. E’ presente  soprattutto negli anziani. I polmoni, a causa di un’infezione, di una infiammazione e dell’ostruzione dei passaggi dell’aria, perdono la loro elasticità. I piccoli alveoli, che racchiudono l’aria, incominciano a dilatarsi; le pareti che li separano si assottigliano e si rompono, formando grandi sacche d’aria. Questo processo patologico riduce di molto la superficie valida per gli scambi gassosi; il sangue e l’organismo tutto ricevono sempre meno ossigeno ad ogni respiro. La respirazione diventa sempre più difficile, perché occorre un maggior numero di respiri per procurare l’ossigeno necessario. Il deterioramento dei polmoni impedisce spesso anche il passaggio del sangue attraverso le arteriole. Ciò comporta un sovraccarico della parte destra del cuore. Essa diventa sempre più debole e si dilata, fino a che si arriva alla morte per insufficienza cardiaca ( “cuore polmonare ” ). L’enfisema è talora la conseguenza di uno sforzo continuo dei polmoni (come nei soffiatori del vetro). In tale caso, il torace assume una tipica forma “a botte ”.