La cura termale delle vie biliari e del fegato

Assieme alle malattie articolari, quelle dell'apparato digerente sono quelle che da più antica data vengono curate dalla terapia termale. Già le popolazioni etrusche e quelle dell'antica Roma conoscevano Porrete, Montecatini e Chianciano, e nel Medioevo, anche se le cure termali vennero in buona parte abbandonate, le stazioni di Montecatini e Chianciano non persero molto della loro fama.Un numero di pazienti sempre più alto frequentò le terme nel Rinascimento, soprattutto là dove l'acqua si beveva.

E' dal 1500 al 1800 che diventa famosa la stazione termale di Boario. In Italia esistono molti centri termali ove si possono curare le patologie del fegato e delle vie biliari. In base alla propria precisa composizione chimica e all'attività farmacodinamica, ci sono acque utili a livello della cellula del fegato, e altre indicate nelle malattie delle vie biliari. Ci sono anche acque veramente complete che hanno ambedue le capacità, e molte di esse svolgono un'azione positiva sul pancreas, sul colon, sul duodeno, e sullo stomaco.

Fra le tante funzioni del fegato, una è quella di produrre la bile, e le vie biliari la trasportano al duodeno, dove essa svolge la propria attività. Quindi, ogni malattia, ogni stato tossico, ogni infezione che interessi questo sistema, tende ad espandersi a più organi. Non si dimentichino poi i legami tra fegato e vie biliari, e pancreas, colon, duodeno e stomaco, perché sono legami importanti, non solo dal punto di vista anatomico, ma anche dal punto di vista delle loro funzioni, strettamente correlate.

E' positiva l'azione delle acque che contengono zolfo, poiché questo elemento agisce sulle cellule del fegato con effetto detossicante e favorente la produzione del glicogeno, precursore del glucosio, quindi dello zucchero. Il calcio e il magnesio regolarizzano il deflusso della bile. Le acque più indicate nelle patologie biliari sono le salso-solfato-sodiche (favorevoli nelle situazioni in cui serva anche l'azione depurativa del sale, Na CI), le solfato-calciche, le bicarbonato-sodiche e le solfato-alcalinotenose.

Sono utili anche le acque sulfuree, perché non solo stimolano le funzioni del fegato, ma, tramite il nervo vago, hanno una positiva azione eccitante sul movimento della bile. Per la cura termale delle malattie del fegato e delle vie biliari resta valida una regola importante in tutto il vasto campo della terapia termale stessa, e cioè che sono senz'altro controindicate là dove la malattia sia acuta o si stia riacutizzando. Le forme morbose che vengono meglio curate dalle terapie termali sono: l'epatite con componente angiobiliare, le disfunzioni delle vie biliari, la colecistite cronica, gli esiti della asportazione della cistifellea, i calcoli della bile.

Non sempre si riesce a scindere in modo netto una forma dall'altra. Per esempio, le disfunzioni delle vie biliari spesso sono legate a infiammazioni locali croniche, e non è sempre facile capire se la formazione di calcoli biliari è accompagnata da uno stato infiammatorio della cistifellea. Comunque, riuscendo a formulare una diagnosi precisa e arrivando ad indicare il tipo di acqua più adatto, il medico fornisce uno strumento di cura validissimo.