la_provincia.jpg (2536 byte) La dermatite atopica

La dermatite atopica è una malattia della pelle che si configura con eczemi secchi e sofferenze anche notevoli da parte del paziente. Non ci sono modalità terapeutiche che garantiscono un controllo definitivo della dermatite atopica. Gli scopi che la terapia si prefigge sono: migliorare la qualità della vita di chi è colpito (e, se si tratta di un bambino, dei genitori, che spesso vanno incontro a grandissime difficoltà, dovute al fatto che il  figlio, a causa del prurito, non dorme, chiede un sollievo), ridurre l’estensione e la gravità delle lesioni e del prurito stesso, eliminare i fattori scatenanti ed individuare i trattamenti farmacologici adatti, gestire in modo personalizzato il paziente, considerando l’età, la gravità del problema e l’impatto sulla vita di relazione. Bisogna dare ai genitori informazioni corrette, precisando i limiti degli obiettivi terapeutici. Vanno eliminati i fattori scatenanti della malattia, quindi bisogna ridurre al massimo l’esposizione agli agenti irritanti (detergenti, indumenti di lana), si deve ridurre al massimo l’esposizione allergenica, per esempio gli acari della polvere, ai derivati dell’epiderma degli animali, agli alimenti che possano procurare manifestazioni allergiche. Bisogna climatizzare in modo ottimale gli ambienti di permanenza, poiché il neonato, il bambino o l’adulto che soffrono a causa di una dermatite atopica sono, in pratica, persone che “si grattano” quasi di continuo, spesso sfibrate dalla fatica e dagli sforzi necessari per tollerare questa condizione. I trattamenti locali sono di vario tipo. Si utilizzano i CORTICOSTEROIDI, generalmente più gli unguenti che le creme. La medicazione può essere OCCLUSIVA, e questo significa che, spalmato l’unguento, si fascia la parte interessata in modo completo, per aumentare l’effetto del medicinale. Le ASCOMICINE e il TRACOLIMUS sono farmaci introdotti molto recentemente. Poi c’è la FOTOTERAPIA, cioè l’elioterapia (basata sulla luce solare), i raggi UVA, UVB a banda stretta e gli UVA1. Un conforto è dato dagli EMOLLIENTI, dagli ANTISETTICITI e dagli ANTIBIOTICI. Se si parla di cure non locali, ma sistemiche, bisogna citare gli ANTISTAMINICI ANTI-H1, la FOTOCHEMIOTERAPIA ( chemioterapia più raggi UVA, alla quale si ricorre nei casi gravi, refrattari alle altre terapie), la CICLOSPORINA, gli AGENTI ANTINFETTIVI (per provate sovrainfezioni) , le DIETE di ELIMINAZIONE (per provate allergie alimentari), i CORTICOSTEROIDI SISTEMICI (nei casi non curabili con altre terapie), gli ANSIOLITICI o gli ANTIDEPRESSIVI ( in casi selezionati ). Altre proposte terapeutiche si basano sull’uso dell’ACIDO GAMMA LINOLENICO, sulle CURE TERMALI A COMANO (acque oligominerali a 27 gradi) e sull’ELIO TALASSOTERAPIA, che associa l’azione benefica del sole a quella del mare.