La malattia d'Alzheimer

La malattia d'Alzheimer è una patologia degenerativa e progressiva, interessa il cervello, a danno del comportamento, della memoria e del pensiero. Mediamente, il decorso è di una decina d'anni dalla comparsa dei sintomi, il cui esordio è graduale. Tra i sintomi più importanti si annoverano le difficoltà della cognizione, la perdita della memoria e l'impoverimento delle capacità intellettive: poco a poco, le normali attività della vita di ogni giorno diventano un problema, perché il portare a termine l'espletamento dei movimenti più semplici non è più facile. Questa patologia interessa il 10-12% delle persone che abbiano compiuto i 65 anni. Tra i 40 e i 50 anni è rara. E' piuttosto l'ipotesi che esista una predisposizione genetica, così come l'eventuale anomalo deposito nel cervello di proteine e i fattori ambientali sono considerati tra le cause. Non esiste, a tutt'oggi, una cura, ma si può disporre di farmaci che rallentano l'evolvere della malattia di Alzheimer. Naturalmente, le terapie sono tanto più benefiche quanto più precocemente si individuino i sintomi. Il decorso della malattia riconosce quattro stadi fondamentali. Quello iniziale, in cui si hanno problemi a livello di memoria; non ci si ricorda il luogo in cui è stato posto un oggetto, il malato è demotivato, è debole, mostra difficoltà nel capire nuovi concetti; il nuovo appare "non simpatico", mentre ciò che si conosce tranquillizza. Non è raro che nel 1° stadio il malato neghi di avere dei problemi. Nello stadio intermedio c'è ancora indipendenza da parte del malato, ma incomincia ad essere necessario un aiuto nell'affrontare alcune attività; usare i soldi e pianificare i rapporti con le persone diventa difficile; c'è decadimento intellettivo e chiusura in se stessi. Lo stadio avanzato è caratterizzato da una invalidità ormai conclamata. La persona interessata ha difficoltà serie nell'orientarsi e nel riconoscere persone appartenenti alla propria famiglia, o luoghi prima ben conosciuti. Nello stadio finale il declino delle facoltà mentali è grave: il paziente mostra disorientamento, apatia, depressione. Si possono notare allucinazioni e l'instaurarsi dell'abitudine di ripetere parole, frasi, o semplici sillabe. Incontinenza, incapacità di parlare in modo comprensibile e caduta in uno stato simile al coma sono eventi frequenti, nelle fasi avanzate del male. Da parte dei parenti, l'aiuto dei parenti non è semplice, pone seri problemi, anche pratici e organizzativi. Con il concetto "misurazione dell'ADL" ci si riferisce ad una scala che valuta la capacità di svolgere le attività essenziali del vivere quotidiano. Ancora più precisamente, tra le scale ADL c'è la scala PDS, o "del deterioramento progressivo"; essa si basa su 29 domande, le cui risposte portano a stabilire quale sia la capacità del paziente di svolgere attività normali, come lo stare soli o individuare oggetti domestici comuni. Il programma Adena, promosso dalla casa farmaceutica Novartis, è un ampio, vasto lavoro di studio clinico sulla demenza. In effetti, i risultato ai quali ha portato sono positivi, e, proprio utilizzando le scale di valutazione alle quali ho fatto riferimento prima, si è osservato un miglioramento dei pazienti trattati. La cura in questione si basa sull'uso di un inibitore dell'acetilcolinesterasi, che risulta molto selettivo nei confronti della corteccia celebrale e dell'ippocampo, che sono due aree coinvolte in modo importante nei processi cognitivi e della memoria