La malattia epilettica

L'epilessia è una malattia caratterizzata dall'instaurarsi di crisi convulsive. Capita anche che, invece delle convulsioni, ci siano manifestazioni psichiche, sensitive, motorie accessuali. Se l'epilessia non è causata da altra malattia primitiva, si parla di epilessia essenziale o genuina; se invece c'è una causa precisa alla quale si può attribuire l'insorgere della malattia, essa viene detta epilessia sintomatica, e in questo caso è provocata da tumori cerebrali, intossicazioni, traumi cranici, paralisi progressiva, meningite, lue. L'epilessia essenziale si trasmette secondo le leggi dell'ereditarietà, benché non si erediti la malattia, ma la predisposizione a convulsioni, per questo l'epilettico è una persona, in questo caso, che ha una soglia di convulsività molto bassa. La manifestazione che caratterizza questo stato patologico è l'eccesso convulsivo, spesso preceduto da sintomi premonitori, solitamente accompagnati da perdita di coscienza; all'eccesso può seguire un sonno profondo. E' comunque frequente il caso in cui non si abbiano crisi generalizzate ma solo parziali, oppure una velocissima perdita di coscienza, o fenomeni di automatismo psichico o psicomotore. Si parla di crisi parziali, generalizzate, prevalentemente unilaterali dei bambini, crisi con sintomatologia variabile dei neonati, crisi non-classificabili. Comunque la prognosi e la terapia cambiano a seconda che il malato sia un adulto, un bambino, un neonato. Le crisi generalizzate sono di due tipi: convulsive e non convulsive. Le crisi parziali possono essere motorie sensitivo-sensoriali, psichiche, affettive, psicomotorie. nell'accesso convulsivo i segni premonitori che precedono di poco l'esplosione sono degli spasmi di un segmento del corpo, oppure una particolare sensazione di aria che avvolge una parte del corpo, o dei rumori indefiniti, bagliori improvvisi, ronzii, sensazioni gustative o olfattive strane, visioni, illusioni, allucinazioni. I sintomi premonitori psichici sono caratterizzati da un senso di angoscia, ira, oppure d'estasi, di benessere, di disorientamento.

La crisi è spesso annunciata da un grido improvviso, il malato cade a terra, e spesso si produce ferite e lesioni, si ha la fase tonica dell'accesso, alla quale partecipa tutta la muscolatura del corpo, il capo viene ruotato da un lato o teso indietro, gambe e braccia s'irrigidiscono in estensione, la lingua sporge ed è a volte serrata tra i denti, il respiro si arresta, il volto è cianotico, le pupille in un primo momento serrate si dilatano e non reagiscono agli stimoli luminosi, le vene del collo diventano turgide. Questo continua al massimo per mezzo minuto poi gli arti sono mossi da scosse violente e ritmiche, il corpo è proiettato all'indietro, dalla bocca esce bava schiumosa mista a sangue, si hanno inspirazioni rumorose e brevi. Le scosse diventano poi meno violente e, quando finiscono, danno spazio ad uno stato di semicoma con respiro rumoroso e profondo. Il volto diviene pallido e madido di sudore. In tutto il periodo convulsivo dura due minuti circa; lo stato di semicoma diventa un sopore profondo, da cui il malato si sveglia e non ricorda niente. A volte le convulsioni si presentano a distanza di anni o di mesi, altre volte le crisi possono essere numerose e a distanza di pochi minuti. Comunque l'epilessia nella sua forma più comune è caratterizzata da un  accesso improvviso di convulsioni con perdita di coscienza. questo è il grande male. A volte è preceduto da segnali che durano da alcuni giorni a poche ore: depressione psichica, irritabilità, irrequietezza, malumore, sonno agitato, insonnia, disturbi gastroenterici, malessere generale, mal di testa, prurito, fastidio per la luce. Spesso per l'epilettico esiste "l'aura ammonitrice", cioè, subito prima della crisi avverte un senso di angoscia, di pericolo, oppure sbadiglia, tossisce, singhiozza, impallidisce o arrossisce in viso. Questo quadro descrive l'attacco di "grande male".

Altro tipo è l'attacco motorio jaksoniano, in cui la coscienza è bene conservata, ma si hanno scosse al tronco, alla mano, al viso. Nel piccolo male non ci sono scosse muscolari, semmai movimenti così leggeri da non essere osservati: per qualche secondo il paziente è assente, imbarazzato, confuso, borbotta parole non comprensibili o smette di parlare, ha impressione di svenimento o vertigine, ma si riprende subito. Questi attacchi possono centinaia al giorno o si possono alternare con attacchi di grande male. La maggior parte degli epilettici può vivere normalmente, purché si sottoponga alle cure necessarie. Laddove le cure mediche non riescono a controllare la malattia si può ricorrere alla chirurgia, che ha lo scopo di asportare il focolaio cerebrale da cui provengono gli stimoli alle crisi.