La poliposi nasale

La poliposi nasale è una estroflessione, una escrescenza della mucosa nasale. Più precisamente, si parla di estroflessioni del meato medio della mucosa, dotate di peduncolo, gonfie, edematose, oppure dure, fibrotiche, che fuoriescono dall’osso chiamato etmoide anteriore o dal seno mascellare. La poliposi nasale può comparire a qualsiasi età a causa di patologie come le allergie, la sinusite cronica, l’intolleranza verso gli analgesici, o la mucoviscidosi. Può complicarsi in asma, nella cosiddetta sindrome rino–bronchiale, nella sinusite recidivante mascellare, o etmoidale, o frontale (si tratta della sinusite localizzata però in corrispondenza di strutture ossee diverse del cranio). I SINTOMI, nella poliposi nasale, sono l’ostruzione respiratoria del naso, la sinusite, i dolori a livello della testa, la secrezione purulenta, un “senso di naso chiuso”, un versamento endotimpanico. Per DIAGNOSTICARE questo tipo di patologia si ricorre alla rinoscopia anteriore e posteriore dopo vasocostrizione, alla palpazione con lo strumento che prende il nome di “portacotone”, all’eventuale uso del microscopio chirurgico o dell’endoscopio, agli esami radiologici dei seni paranasali (per gli addetti ai lavori: in proiezione occipitomentale/occipitonasale), ai test allergici (bisogna ricordarsi di chiedere al paziente se fa uso di aspirina), alla biopsia se si sospetta un tumore, al cosiddetto test del sudore, per valutare il contenuto di Sodio e Cloro nel sudore, il che è utile là dove si debba stabilire se alla base della poliposi nasale c’è una mucoviscidosi. La DIAGNOSI DIFFERENZIALE della poliposi nasale è posta nei confronti: dell’iperplasia, quindi dell’aumento di volume, dei turbinati, dell’edema, gonfiore delle code dei turbinati, dei tumori nasofaringei, dei tumori delle fosse nasali e dei seni paranasali. Una TERAPIA CONSERVATIVA deve mirare a ridurre la sensibilizzazione in caso di una allergia accertata, e può ricorrere a farmaci sintomatici come BECLOMETASONE o BUDESONIDE, nonché agli ANTISTAMINICI, per esempio l’ASTEMIZOLO. Dopo l’esame istologico, come sottolineano WOLFGANG ARNOLD e UWE GANZER nel loro COMPENDIO DI OTORINOLARINGOIATRIA (edizioni C.E.L.I.) i polipi trovano un’indicazione all’intervento chirurgico, così come è il chirurgo che si deve occupare dell’ostruzione respiratoria nasale e della sinusite da ostruzione. E’ vero che la soluzione chirurgica espone a qualche possibile complicazione, come la meningite, il trauma dei muscoli dell’occhio, la lesione del nervo ottico, tuttavia non bisogna dimenticare che l’intervento è risolutivo in un gran numero di casi, benché esistano le recidive plurime, cioè esista la possibilità che, una volta asportati, i polipi si riformino. Dopo l’operazione al paziente si somministra antibiotico e si rimuove il tampone nasale solo dopo 48 ore, con il divieto di soffiare il naso. Il trattamento post-operatorio prevede l’uso di una pomata nasale e di lavaggi nasali con soluzione fisiologica. Il ricovero ospedaliero dura 5 – 7 giorni, e si ha una inabilità lavorativa di 2 settimane circa. Tale periodo di inabilità può essere più lungo nei lavoratori esposti a polveri.