Le laringiti

Comprendiamo con il termine “laringiti” tutti i processi infiammatori della laringe, che suddivideremo nei due grandi gruppi delle forme acute e di quelle croniche, trattando separatamente alcune forme rare di infezione laringea. Le infezioni acute “ASPECIFICHE” della laringe, come del resto quelle di altri settori della mucosa respiratoria, riconoscono una causa sostanzialmente complessa, nella quale intervengono, in misura variabile da caso a caso, diversi fattori.

Tra i FATTORI FAVORENTI devono essere ricordate alcune CAUSE DI IRRITAZIONE LOCALE, come l’abuso della voce e del canto, il fumo di tabacco, l’alcool, il soggiorno in ambienti polverosi, l’inalazione di particolari vapori chimici, le variazioni di clima e di temperatura, l’eccesso di umidità. Anche alcuni FATTORI DI ORDINE GENERALE possono del resto favorire l’insorgenza delle flogosi laringee acute, che sono infatti particolarmente gravi e frequenti nei soggetti con severa debilitazione organica o con deficit immunologici. I FATTORI CAUSALI veri e propri sono invece costituiti da agenti infettivi virali e batterici. I virus più frequentemente implicati nelle laringiti acute aspecifiche sono i virus influenzali e parainfluenzali. I BATTERI più spesso isolati sono lo stafilococco aureo, lo streptococco e il pneumococco. In linea generale si ammette che la capacità di causare la malattia da parte dei batteri si esplichi in concomitanza ad una preesistente infezione virale. La LARINGITE CONGESTIZIA costituisce la forma clinica più frequente e benigna della laringite acuta aspecifica. I sintomi sono costituiti da una disfonia che rapidamente passa all’afonia, dà un senso di bruciore in gola, infine tosse, che all’inizio è secca. La laringoscopia mostra un’intensa congestione di tutta la mucosa glottidea; le corde vocali presentano una tinta rosea e sono punteggiate da vasellini iniettati. Non manca poi quasi mai del secreto mucoso in filamenti o in grumi. Questa forma, in fase acuta, non dura più di 8-10 giorni.

La LARINGITE CATARRALE si distingue dalla precedente perché in certi casi, pur essendo uguali alcuni elementi (sintomi, evoluzione, ecc.), il QUDRO LARINGOSCOPICO rivela il netto prevalere dei fatti essudativi (presenza di muco) su quelli iperemici (aumento della presenza di sangue). A tale diversità può fare del resto riscontro, nella sintomatologia, una maggiore entità della tosse e del muco rispetto al senso di bruciore e all’afonia. Non esistono difficoltà diagnostiche e la prognosi è costantemente benigna. In alcuni soggetti, laringiti catarrali a ripetizione possono forse trovare spiegazioni in una predisposizione costituzionale, in certi stati di insufficienza epatica lieve. La terapia locale, sia per la forma congestizia che per quella catarrale, è a base di inalazioni di balsamici e di antibiotici. La tosse, specie se spasmodica, aggrava l’irritazione laringea e quindi deve essere opportunamente sedata. Tra le LARINGITI ACUTE SPECIFICHE, ricordiamo la LARINGITE SCARLATTINOSA. In corso di scarlattina la laringe può presentare un ENANTEMA diffuso, analogo alle più comuni manifestazioni faringee, con essudato di tipo catarrale. La LARINGITE MORBILLOSA nel periodo iniziale della malattia ha i caratteri di una laringite catarrale acuta; è rivelata generalmente dall’insorgenza di tosse secca e rauca. Tutt’altro carattere ha la laringite della convalescenza: questa può avere i caratteri di un processo edematoso-ulcerativo che facilmente si estende in superficie e in profondità. La diagnosi è facile e la terapia, sintomatica nella forma catarrale, dovrà usufruire di antibiotici e chemioterapici nella forma ulcerativa o complicata.

La LARINGITE INFLUENZALE è una forma estremamente frequente, dovuta ai vari tipi di virus influenzali, ai quali possono spesso associarsi, secondariamente, numerosi agenti batterici. Presenta le caratteristiche dell’influenza e può manifestarsi in diverse forme di gravità molto variabile. Nella FORMA ERITEMATOSA SEMPLICE, che è la più comune, il quadro sintomatologico è piuttosto modesto (bruciore, tosse secca e stizzosa) e può difficilmente essere differenziato da quello delle forme aspecifiche. La forma EDEMATOSA-INFILTRATIVA, riconoscibile alla laringoscopia per l’evidente turgore, può invece dar luogo anche a deglutizione dolorosa. La terapia si avvale di farmaci decongestionanti e, quando sia evidente la sovrapposizione batterica, di antibiotici.

Tra LE LARINGITI CRONICHE APECIFICHE, la LARINGITE CATARRALE è la forma in genere determinata dal concorso di più fattori: il ripetersi e il succedersi di forme laringee benigne acute, la predisposizione individuale, l’alcolismo e il fumo, la permanenza in ambienti saturi di gas. Il sintomo principale è la disfonia: essa è legata all’abuso della voce, ed è caratterizzata da una raucedine che colpisce soprattutto l’emissione degli acuti. Vi è inoltre un bisogno frequente di raschiarsi la gola e tosse secca. Con una terapia appropriata e prolungata si può giungere a un miglioramento, eccezionalmente alla guarigione completa e definitiva. Si aboliranno inoltre l’alcool e il tabacco, o se ne diminuiranno le dosi, e si consiglierà un certo riposo dell’organo vocale; localmente saranno con utilità impiegati i balsamici, i sedativi e le nebulizzazioni con adatte acque termali (es. Salsomaggiore). La LARINGITE ULCERATIVA è detta anche CONTACT ULCER di Jackson, ed è contraddistinta dalla presenza di piccole ulcerazioni. L'ulcerazione è superficiale ed è dovuta al piccolo trauma che le stesse corde vocali, in stato di flogosi, reciprocamente si causano. Anche in questa forma clinica da raucedine, c’è la necessità di tossire e di raschiare la gola. Tra le LARINGITI RARE ricordiamo la LARINGITE DA MORVA; la morva è una malattia infettiva di diverse specie animali che solo accidentalmente colpisce l’uomo. La laringite da morva è caratterizzata da processi ulcerativi. Può assumere un andamento acuto, ed è allora sempre rapidamente mortale, o cronico, e si accompagna alle classiche lesioni nasali e faringee: in questo caso l’esito può essere anche favorevole. LO SCLEROMA DELLA LARINGE consiste in una infiltrazione dura con netta tendenza alla sclerosi, determinata dall’infezione del BACILLUS SCLEROMATIS di Frisch. Tale forma è stata osservata molto raramente nell’Europa Orientale, in Africa o nell’America Centrale.

 

Bibliografia: Enciclopedia Medica Italiana

USES Edizioni Scientifiche Firenze