Le patologie del colon: il colon irritabile

Le malattie funzionali del colon sono il gruppo di affezioni di più frequente riscontro nell’ambito della patologia colica, e, per la loro elevata incidenza, costituiscono un problema estremamente importante dal punto di vista socio-economico, come si rileva tenendo presente che esse costituiscono la causa più diffusa di consultazione presso l’ambulatorio dello specialista in gastroenterologia (50-70% dei casi) è uno dei principali motivi di assenteismo dal lavoro nei Paesi industrializzati. Ne sono colpite soprattutto le persone tra i 20 e i 40 anni, con lieve prevalenza del sesso femminile, ma non è eccezionale la loro comparsa in età infantile. Al contrario, è raro che insorgano dopo i 50 anni. Nel COLON IRRITABILE è alterata la motilità intestinale o c’è un disturbo della funzione di assorbimento e di secrezione del colon.

E’ importante ricordare che questo stato di sofferenza è chiamato anche “sindrome dell’intestino spastico” o “colite spastica”, o “colite”. Questi ultimi termini sono impropri, perché starebbero a significare la presenza di una infezione o di una infiammazione del colon, che invece è del tutto assente, mentre più corretta appare la dizione “sindrome del colon irritabile” o “dell’intestino irritabile”, che vuole spiegare almeno parzialmente la sintomatologia accusata dai pazienti. La sindrome del colon irritabile si divide in due varietà: 1) la forma SPASTICA, caratterizzata da dolori addominali, crampi stitichezza e/o diarrea; 2) la DIARREA NERVOSA, di solito non accompagnata da sintomatologia dolorosa. L’attività fondamentale del colon, in condizioni di normalità, è rappresentata dall’assorbimento dell’acqua e dalla formazione di feci semisolide. A livello del colon due fenomeni, essenzialmente, comportano la formazione di feci normali: 1)l’assorbimento di acqua, di sodio e di cloro, nonché una modica secrezione di potassio; 2) i processi di fermentazione e di putrefazione, realizzati dai batteri che costituiscono l’abituale flora microbiologica intestinale.

Normalmente i vari processi dovrebbero equilibrarsi. Se il piccolo intestino, che precede il colon, non è in grado di riassorbire i circa 7 litri giornalieri di secrezioni intestinali ed i prodotti della digestione, ne risulta un carico eccessivo per il colon. Normalmente , il colon, il grosso intestino riassorbe mezzo litro di liquidi ed ha una capacità residua di riassorbire circa 3 litri di acqua. Il paziente che soffra a causa d’una condizione di colon irritabile può anche diventare anoressico (con pericolo di morte) per evitare le 15-20 scariche diarroiche giornaliere. Le cause di questa patologia sono fondamentalmente 4: 1) PSICOSOMATICA; 2) DIETETICA; 3) ESITI DI PERITONITE; 4) INTOLLERANZA ALIMENTARE. Il profilo psicosomatico di questo tipo di paziente è di vario genere. Secondo Bonfils si può parlare di meticoloso ossessivo, di maniaco fecale, di isterico con tendenza a localizzare vari tipi di dolore, di depresso, di delirante ipocondriaco, spesso fobico nei confronti del cancro. Certo è che se si interrogano questi pazienti si riscontra come caratteristica di base una condizione di stress. Molti pazienti affetti da colon irritabile vengono scambiati (e operati) per individui sofferenti di appendicite. Il dolore è il sintomo di più frequente riscontro. Le modalità di insorgenza e la durata del dolore addominale, generalmente A CRISI, sono variabili.

Esso può essere provocato dalla assunzione di cibo o di bevande fredde e si accompagna a borborigni, rumori e brontolii addominali. C’è gonfiore addominale esteso a tutto l’ambito del colon o localizzato in una sede. Le turbe del transito del contenuto intestinale assumono aspetti diversi: stitichezza più o meno dolorosa, alternanza di stipsi e diarrea, diarrea mattutina, o dopo i pasti non accompagnata da manifestazioni dolorose, semplice emissione di filamenti e nastri di muco. Altri sintomi sono l’alitosi, la nausea, il vomito, le eruttazioni, l’anoressia, il meteorismo, la flatulenza, la cefalea, le vertigini, le palpitazioni, l’emicrania. Si tenga presente che in generale, per quanto concerne le scariche fecali, nella normalità esiste la “regola del 3”, cioè sono normali fino a 3 al giorno ed è normale che ci sia fino ad una sola scarica ogni 3 giorni. E’ importante considerare che il paziente deve mantenere un buon TROFISMO, quindi un buon funzionamento intestinale, senza gravi e rapide perdite di peso. La sindrome del colon  irritabile deve essere distinta da altre patologie che provocano una sintomatologia simile, come le parassitosi, le infezioni, il malassorbimento, il morbo di CROHN e la rettocolite emorragica. In generale, se nelle feci si trovano MUCO e SANGUE il sospetto è che ci sia un quadro infiammatorio degenerativo o neoplastico degenerativo.

Tra gli esami  diagnostici sono fondamentali l’esame delle feci e l’esplorazione rettale, la rettosignoidoscopia, il clisma opaco. Di solito le patologie funzionali del colon  hanno una evoluzione cronica. I fattori psicologici possono svolgere un ruolo importante, per cui spesso è utile modificare le abitudini di vita, così come può essere utile un aiuto PSICOTERAPEUTICO. Il trattamento di questa sindrome si può riassumere in 5 punti. 1) DOLORE: antispastici, anticolinergici, preparati a base di carbone attivato o resine capaci di assorbire il gas contenuto nell’intestino (a proposito: spesso contro la stitichezza si usano prodotti a base di LATTULOSIO, come il LAEVOLAC, che agisce perchè è uno zucchero non digeribile, irrita la mucosa e stimola l’evacuazione; può esserci tuttavia la sovrapproduzione di gas). 2) STIPSI: adeguata assunzione di liquidi (acque radioattive, tipo quella di Bormio, nelle forme dolorose, acque salso-solfato-alcaline, bicarbonato-solfate, solfuree, e cloruro magnesiache o bicarbonato alcaline nelle forme diarroiche), dieta ricca di fibre alimentari non digeribili, fibre grezze non assorbibili. 3) DIARREA: farmaci antidiarroici (loperamide e difenossilato). 4) STRESS: psicoterapia, ansiolitici. 5) REGOLE DI COMPORTAMENTO IGIENICO ED ATTIVITA’ FISICA.