Le prostatiti

Le prostatiti sono infezioni della prostata, organo che, generalmente, in questi casi, aumenta di volume. Possono essere ACUTE o CRONICHE. Nella medicina ALLOPATICA (diciamo nella medicina UFFICIALE) si attribuisce la causa delle forme ACUTE ad una uretrite posteriore da gonococchi; possono anche fare la loro comparsa in una comunissima malattia infettiva, o come conseguenza di una patologia determinata da STAFILOCOCCHI. All’inizio i sintomi sono caratterizzati da febbre, brividi, malessere generale, dolore nella regione del perineo (tra organi genitali ed ano) soprattutto durante la minzione e la defecazione. Si può anche osservare una tumefazione molto dolorosa, piuttosto molle e congesta. L’infiammazione può evolvere, ma non è raro che favorisca la formazione di un ascesso, che può scoppiare nell’uretra, nel retto, o nelle fosse ischio-rettali. La prognosi è variabile, a seconda dei casi: se è possibile completare l’evacuazione uretrale o rettale, la guarigione può realizzarsi. Lo scoppio dell’ascesso nel retto dà origine a fistole, che sono causa di un’infezione vescicale prolungata e grave. Normalmente, il “germe responsabile” viene combattuto con antibiotici, analgesici, ed eventuali interventi chirurgici. Le prostatiti  CRONICHE si possono manifestare in modo insidioso, o essere la conseguenza di una forma acuta di prostatite. I sintomi, in questo caso, sono il dolore sordo, la pesantezza, la sensazione di avere un corpo estraneo nel retto, le irradiazioni dolorose verso i lombi o verso l’inguine, la perdita di urina nella notte. Si possono manifestare disturbi della sfera sessuale, con erezioni incomplete, eiaculazioni dolorose e sanguinolente. Non è raro il sintomo rappresentato dagli scoli prostatici durante l’evacuazione rettale.

La NATUROTERAPIA, come propone il dottor PASSEBECQ, affronta le prostatiti con il digiuno, i bagni e le cure igieniche. Se le cure sono corrette, secondo gli insegnamenti delle terapie naturali, il ristabilirsi del paziente è normalmente rapido. Se invece le cure non sono applicate correttamente, la prostatite acuta può danneggiare la prostata, con una possibile evoluzione verso l’ipertrofia della ghiandola. La prostatite cronica guarisce abbastanza rapidamente con le cure di igiene. L’ipertrofia prostatica può essere la conseguenza di un’infezione cronica trascurata o curata male. Ematuria, cioè la presenza, anche abbondante, di sangue nelle urine, e degenerazione cancerogena sono possibili complicazioni. Scrive il dottor Tilden: “Nulla può migliorare, mitigare o frenare queste affezioni, come d’altronde tante altre, meglio di un digiuno totale portato avanti fino a che i disturbi e i malanni non siano scomparsi del tutto”. E aggiunge: “L’infezione alla prostata è molto dolorosa, il paziente si abbatte facilmente, deve essere curato stando a letto, a digiuno, per tutto il tempo necessario e comunque fino a che non si senta bene e non sia capace di ritenere l’urina per almeno 3 ore”.

Sono parametri e pareri personali, legati alle esperienze e al tipo di preparazione scientifica del medico che formula queste affermazioni. Se c’è ritenzione di urina a causa della prostata gonfia, si può cercare di porre rimedio in due modi: prima di tutto con i bagni caldi, che di solito favoriscono l’evacuazione, poi, se i risultati non sono soddisfacenti, con l’introduzione di un catetere, o sondino, che ha lo scopo di drenare o irrigare la vescica. L’irrigazione deve essere fatta solo con acqua tiepida. In naturoterapia si considerano i farmaci come dannosi. La vescica non deve essere irrigata durante lo stadio attivo di malattie trasmissibili sessualmente, a meno che tutte le altre misure terapeutiche siano state inutili ed il paziente abbia bisogno di un sollievo immediato, che il digiuno e i bagni non hanno procurato. Non si ritiene particolarmente utile introdurre acqua calda, in questi casi, perché l’eccesso di acqua all’interno può aumentare i disturbi. Il sondino va tolto non appena torni possibile la minzione naturale. Un sollievo transitorio può essere ottenuto anche con clisteri di acqua tiepida o leggermente calda, o con impacchi caldi, ripetuti più volte, sulla base dell’addome, proprio sopra il pube.