Il linfoma di Hodgkin

Il linfoma di Hodgkin è una patologia che colpisce i linfonodi, o meglio parte da una stazione linfonodale e si localizza poi a livello di varie sedi. Si ipotizza che, più esattamente, possa avere origine dalle cosiddette cellule T e B, E' una malattia che si conosce da 150 anni, ma solo negli ultimi 30 anni sono stati compiuti approfondimenti significativi in termini di studio di questo stato morboso. La cellula che lo caratterizza è detta di Reed-Sternberg: se essa è presente nella biopsia dei linfonodi, si può fare diagnosi di linfoma. Ha diffusione familiare, ha una possibile origine virale e dai B e T linfociti, o dal sistema dei macrofagi. Può colpire tutte le età, ma soprattutto tra i 15 e i 30 anni e tra i 50 e i 70 anni. Sono più esposti i maschi, con un rapporto di 1,5 a 1 rispetto alle femmine. Quando esordisce, interessa una sola stazione linfonodale, che non è dolente e in genere è sopra il diaframma. Si diffonde per contiguità, cioè per vicinanza ad altri organi vicini, per via linfatica e per via ematica (cioè attraverso il sangue: questa è la via di diffusione più tardiva). Gli organi che vengono interessati, oltre ai linfonodi, generalmente sono il fegato, la cute, il cervello, il midollo, l'os­so, il polmone. I sintomi fondamentali sono:

- la febbre (oltre i 38 gradi e continua);

- la sudorazione (notturna e, in particolare, alla nuca);

- il calo di peso (almeno del 10%);

- il prurito.

La presenza di almeno uno dei primi tre sintomi è un segno peggiorativo e fa classificare il linfoma come varietà B. Ciò peggiora la diagnosi e impone una terapia più aggressiva. La variante A del morbo di Hodgkin è senza sintomi, al di là del fatto che ci siano i linfonodi ingrossati e gli esami di laboratorio alterati. La diagnosi si basa sull'anamnesi, cioè sulla storia clinica del paziente, con speciale attenzione dei linfonodi superficiali e sugli esami di laboratorio.

Il medico, a scopo diagnostico, effettua sicuramente la radiografia del torace, la TAC del collo, del torace, dell'addome e dell'encefalo o l'ecografìa dell'addome. E' opzionale la radiografia del primo tratto dell'apparato digerente, come la radiografia dello scheletro, la linfografia dei piedi e la risonanza magnetica nucleare. Sono opzionali la scintigrafia ossea e con gallio citrato. Importanti la biopsia linfonodale e la BOM (biopsia osteo-midollare). Opzionali la biopsia epatica, la broncoscopia e la biopsia transtoracica. L'interessamento dell'osso nel linfoma di Hodgkin arriva almeno al 30% dei casi. Esistono 4 stadi della malattia, e il trovarsi nel terzo o quarto è un fattore prognostico sfavorevole, come la diagnosi "varietà B" rispetto a "varietà A", l'età sopra i 60 anni, l'eventuale volume notevole della massa neoplastica, interessamento di 4 o più stazioni linfatiche.

Esistono 4 tipi di terapia:

1) la radioterapia

2) la chemioterapia

3) la terapia combinata (chemioterapia più radioterapia)

4) la terapia sovramassimale che è il trapianto di midollo osso autologo, che di per sé non è terapeutico, ma permette di aumentare i dosaggi della chemioterapia.

Come sempre, quanto più rapidamente si raggiunge la remissione completa, tanto migliore è la prognosi, e quanto più tempo passa dalla prima remissione dei sintomi alla comparsa di nuovi sintomi, tanto migliore è la prognosi. Le complicanze cardio-vascolari sono tra le cause di morte più frequenti tra i pazienti con linfoma, e la fibrosi coronarica è un effetto negativo della terapia radiante. Si auspicano nuove strategie terapeutiche che contemplino la somministrazione di citostatici più efficaci, con meno effetti collaterali, che permettano di limitare, appunto, il ricorso alla terapia radiante