Lo stato della medicina

Oggi si freme nell’attesa di scovare un medicinale che vinca l’agente dell’AIDS, virus dal “comportamento” molto elusivo, e che resta causa di una malattia che spesso si contrae per un tipo di vita sociale e sessuale disinvolto. La genetica sta compiendo enormi passi: il patrimonio genetico si diversifica da persona a persona, e nel generarsi delle malattie ambiente ed eredità intervengono, in modo non ancora completamente chiaro, ma intervengono. Le principali cause di morte, per gli uomini, in Italia, nel 1990, sono state, nella fascia d’età tra gli zero e i 14 anni, le patologie perinatali, in altre parole in connessione con la nascita, nella fascia fra i 15 e i 44 anni gli incidenti (mi sembra un dato alquanto interessante) da 45 ai 74 anni i tumori, e dai 75 anni in avanti le malattie cardiovascolari.

Quindi, coloro che non abbiano ancora compiuto i 45 anni dovrebbero guidare con prudenza (questo vale senz’altro per il sottoscritto) o usare di più i mezzi pubblici, mentre chi ha un’età compresa tra i 45 e i 74 anni dovrebbe guardarsi dai tumori, quindi ridurre i fattori predisponesti in termini d’abitudini e d’alimentazione, sottoporsi a controlli periodici, ormai più che spiegati e noti. Il tumore che uccide di più è quello al polmone: è l’unico tumore maligno realmente aumentato negli ultimi anni. La prima causa è il fumo: nella donna il cancro al polmone ha tolto il primato a quello della mammella, come principale causa di morte. Più donne hanno incominciato a fumare, e più uomini hanno smesso, questo in virtù dell’emancipazione femminile e per il fatto che i maschi stanno via via facendo proprio il concetto “fumo= maggiore predisposizione all’infarto”.

Riguardo alle malattie vascolari si è già detto: per evitarle è utile fare più moto e mangiare meno grassi. In età avanzata, una frequente causa di morte è rappresentata dalle malattie respiratorie, soprattutto delle malattie polmonari croniche ostruttive, come l’enfisama e la bronchite cronica, patologie spesso associate. Qual è la più colpevole causa di questi problemi? Ancora il fumo. Ciò che porta alla morte le donne in Italia, se ci si riferisce al 1990, è rappresentato tra gli zero e i 14 anni dalle patologie perinatali, tra i 15 e i 24 anni dagli incidenti, tra i 25 e i 74 dai tumori e dopo i 75 dalle patologie cardiovascolari.

La Medicina fa ciò che può, ma spesso si scontra con pregiudizi, quando non con interessi economici. Inoltre, come dicevo, da pochi decenni è aperta e in progresso. Oggi siamo scandalizzato dal fatto che le bambine degli africani immigrati subiscano l’amputazione del clitoride, ma non dobbiamo dimenticare che basta andare indietro di non molti decenni per scoprire che, in Europa, lo stesso intervento era consigliato per opporsi alla masturbazione da molti moralisti e praticato da stimati medici. Preferisco senz’altro, allora, pensare ai pantaloni senza tasche voluti da educatori del passato. Grazie a Freud, per avere dato una mano a far cessare questa penosissima mutilazione. La medicina non è onnipotente, ma sta rapidamente recuperando secoli e secoli di stallo, se non di veri e propri errori continui. Concludo con una frase di Marcel Proust “Credere alla medicina sarebbe la suprema follia se non crederci non ne costituisse una più grande, giacchè da quest’accumulo d’errori, alla lunga, sono venute fuori alcune verità