lo strabismo

Lo strabismo è una condizione in cui si ha una deviazione dell'asse visivo di un occhio rispetto all'altro, da cui dipende un'alterata modalità di visione binoculare, che è diversa in base all'entità della deviazione strabica e dell'età del paziente. I movimenti dei bulbi oculari dipendono dall'azione coordinata di 4 muscoli retti e 2 muscoli obliqui. Normalmente gli occhi hanno una loro attività motoria armonica e si comportano come se fossero un unico organo, e così viene assicurata una corretta sovrapposizione delle immagini e la loro fusione nelle aree visive cerebrali. Perché si abbia una visione normale è indispensabile che le immagini di un oggetto vadano a cadere su punti corrispondenti delle retine dei due occhi, ma, se per una deviazione dell'asse visivo di uno dei due occhi, che modifichi il normale parallelismo, le immagini di un oggetto vanno a stimolare la cosiddetta fovea di un occhio e un punto spostato dal centro rispetto alla fovea dell'altro occhio, si genera nell'adulto la visione doppia (Diplopia). Nel bambino, là dove vi sia un modificato allineamento degli assi visivi, non si instaura una diplopia, in virtù dell'intervento, a livello del cervello, d'operazioni che annullano le deformazioni sensoriali non completamente corrette, che derivino dall'occhio deviato. Questo processo è naturalmente difensivo nei confronti del "vedere doppio", ma in seguito, se la deviazione permane, diventa causa di un processo involutivo del potere visivo dell'occhio deviato, il quale non si sviluppa correttamente. Lo strabismo può essere latente o manifesto. Esiste anche lo pseudostrabismo, caratterizzato da un'anomalia oculomotoria presente solo in apparenza. Lo strabismo può essere convergente o divergente, in base alla posizione che assume l'occhio deviato. Può essere verticale o rotatorio. La cura migliore è la profilassi, poiché solo una prevenzione valida delle cause che favoriscono lo strabismo permette di evitare i danni, che sono estetici, ma anche sensoriali e sensoriomotori. La prima visita dovrebbe essere effettuata durante il primo anno di vita. Bisogna considerare una terapia  della deviazione oculare e una detta "delle sequele". La prima può essere non chirurgica e si basa sulla correzione ottica del vizio refrattivo. L'oculista esamina la refrazione e prescrive le lenti idonee. Esistono anche metodi basati sull'uso di farmaci che riducono l'effetto dello sforzo accomodativo della convergenza: si parla di colliri detti miotici. In Europa si è osservato negli anni trascorsi uno sviluppo della terapia prismatica della deviazione oculare, ma si può applicare in pochi casi. L'intervento chirurgico sui muscoli oculari non è particolarmente difficile. La chirurgia sui muscoli non persegue solo lo scopo di raddrizzare gli occhi in posizione corretta, ma anche di rendere regolare la rotazione, perché sia simmetrica. S'interviene su 12 muscoli, che possono essere indeboliti o rafforzati nell'azione che svolgono. Con la chirurgia si mira anche, a seconda dei casi, a risolvere il problema della variabilità dell'angolo-di-strabismo.