I tumori femminili

I tumori che colpiscono l'apparato genitale rappresentano una quota che va dal 10 al 15 % del totale delle neoplasie che interessano le donne, e questi casi sono a loro volta classificabili al 50% come tumori dell'ovaio e al 50% come tumori dell'utero, più precisamente del collo e del corpo dell'utero. Il cancro della mammella costituisce poi un argomento a parte , gravoso senz'altro per la frequenza di casi di cui si deve prendere atto. Nella civiltà occidentale, la neoplasia mammaria è un quarto dei tumori che colpiscono le donne, detiene il primato fra le cause di morte per neoplasia nel sesso femminile e in Italia coinvolge circa 30.000 pazienti ogni anno. Mediamente si presenta fra i 44 e i 52 anni, e se la donna ha o ha avuto una parente stretta che abbia sofferto a causa di un tumore mammario, o essa stessa si sia vista diagnosticare in precedenza un tumore mammario, ecco che questi vengono considerati fattori di rischio. L’informazione, che porta a formulare piani per la diagnosi precoce, e le migliori terapie, fanno sì che i Paesi a maggiore livello di industrializzazione possano segnare qualche punto a proprio favore in questa lotta.

Quanto più è grande la massa tumorale, tanto maggiore è il livello di malignità, per cui in termini prognostici, cioè in rapporto a quello che sarà il futuro della donna interessata, la diagnosi precoce è un'eventualità auspicabile; esistono recenti nuove tecniche mammografiche che consentono di identificare NODULI che abbiano un diametro anche inferiore al centimetro. Il carcinoma mammario può essere trattato attraverso CURE CHIRURGICHE, grazie alla radioterapia, con la chemioterapia e con l'ormonoterapia. Quando si parla di ormonoterapia, si fa riferimento all'uso di antìestrogeni, di progestinici, di ormoni pituitari o di inibitorì dell'aromatasi.

I tumori della cervice uterina vengono dopo il cancro alla mammella in termini di rilevanza, tra le neoplasie che colpiscono la donna: questo dato vale per le nazioni a struttura industrializzata. Riguardo a questa patologia tumorale, va detto che avere avuto rapporti sessuali precoci e molti partners rappresentano fattori di rischio : tutto questo porta a pensare alla fondatezza della tesi che veda un eventuale agente infettivo trasmesso sessualmente come un responsabile nel determinarsi dello stato neoplastico. Ci sono anche ricercatori che vedono nel fatto di assumere per un lungo periodo anticoncezionali estro- progestinici un'abitudine da intendere come fattore di rischio in rapporto al tumore della cervice uterina. In termini di prevenzione, l'esame colpocitologico è consigliabile, ripetuto ogni 2-3 anni. Comunque, l'autopalpazione del seno, il Pap-Test e la mammografia dopo i 40 anni sono mezzi semplici ed efficaci per prevenire. In generale, evitare di ingrassare, non fumare, vivere una parte della giornata all'aria aperta, possibilmente pura, svolgendo un'attività fisica, consumare frutta E verdura, evitare i grassi e limitare il consumo di carni rosse, sono norme utilissime nella lotta contro i tumori di ogni tipo.