La fangoterapia

La fangoterapia è un tipo di cura termale che, a mio parere, ha sicuramente una sua utilità. Il fango è costituito da una parte solida inorganica argillosa e da un'acqua minerale, ma, per avere un'azione benefica, esso deve essere fatto maturare, per un periodo di almeno 6 mesi, all'interno, generalmente, di grosse vasche. Di solito, l'acqua minerale che compone il fango è radioattiva, solfurea o salso-bromoiodica, e la maturazione del fango stesso è uno scambio ionico tra fase liquida e solida. Al momento di essere usato, il fango maturo viene impastato in modo vigoroso, e riscaldato.

Può anche essere rigenerato e riutilizzato più volte. Un fango maturo (per esempio solfureo) ha un colore verde oliva scuro, una consistenza cereaplastica, è untuoso al tatto, contiene molti pigmenti, cioè sostanze coloranti, come la clorofilla, le xantofille e i carotenoidi, ha una quantità di lipidi (grassi) totali attorno allo 0,5%, contiene fosforo lipidico e steroidi all'l,6%, per la presenza di sostanze organiche (infatti un fango ricco di sostanze organiche ha un'azione estrogeno-simile, ed è utile nella menopausa).

Tecnicamente, il fango si applica a digiuno, di solito al mattino, e sul corpo ha uno spessore di 7-12 cm. La sua temperatura è di 45-50 gradi, poiché ad una temperatura inferiore è percepito come freddo. Una volta applicato, si copre con lenzuola o tele cerate e si mantiene per una durata di 20-30 minuti, dopo di che si fa il bagno o la doccia con acqua minerale. Questo è un dato interessante, perché è uno dei rari casi in cui il Sistema Sanitario Nazionale autorizza due terapie, cioè fango più doccia o bagno. In seguito, ci si stende su un letto, coperti, per la reazione, che dura 30-60 minuti, e durante questa fase la sudorazione prodotta dal fango continua. I tipi di fanghi sono totali o parziali.

I fanghi possono essere in cassetta, generalmente per le mani, in mastello, per mani e piedi, in buca, elettrici, cioè associati ad una corrente, per la cura di alcune forme nevralgiche e nevritiche, a mutandina, per la cura degli organi genitali, addominali (efficaci nella terapia delle patologie epato-biliari), ad un lato (per un braccio e una gamba), a mezza vita (attorno alle gambe, al bacino e alla vita), o generali, cioè totali, lasciando libera la parte anteriore del torace e del collo, nonché la testa.

Un ciclo di fangoterapia prevede una serie di 12-15-21 fanghi con ritmo quotidiano. Può rendersi necessaria una interruzione a causa della crisi termale, che è transitoria, e si manifesta, là dove si manifesti, a metà trattamento, con malessere, febbre, astenìa, abbassamento della pressione, aumento della VES e riduzione dei globuli bianchi. I fanghi sono indicati nelle forme reumatiche, nelle fibrositi, nelle borsiti, nella polimialgia reumatica, nelle tendiniti, nelle cervicalgie, nella periartrite della spalla, nelle artrosi primarie e secondarie post traumatiche, nella gotta articolare cronica, nella spondiloartrite anchilosante, nelle fasi di quiete della malattia reumatica, nelle reumoartropatie, nell'artrite reumatoide (in quest'ultimo caso con indicazioni dubbie).

Sono controindicati nella gravidanza, nelle affezioni acute, nelle patologie tubercolari, nelle malattie infettive acute, nelle lesioni della pelle, nelle flebiti e tromboflebiti, nello scompenso cardiaco circolatorio, nei tumori e, sembra, nelle gravi forme di emicrania e cefalea.