| Le acque dei bagni di Masino e di Bormio |
Le acque solfate in Valtellina hanno un’antica ed interessantissima sorgente presso i bagni di Masino. Più precisamente, le acque di Masino sono SOLFATO-ALCALINE.
Mi
fa molto piacere parlare del termalismo, e soprattutto del termalismo nella
nostra provincia, perché, in una fase in cui si assiste ad una grandissima
espansione dei centri termali, che diventano vere e proprie stazioni di
erogazione del benessere, io penso che noi valtellinesi non siamo consapevoli
delle ricchezze e delle possibilità che abbiamo a portata di mano. Le acque
solfate, per bibita, provocano un aumento della secrezione biliare nel duodeno,
un aumento della secrezione dei fermenti digestivi e della secrezione delle
ghiandole che producono muco nel tratto gastrointestinale, per cui sono favoriti
i processi della digestione. Chi soffre a causa di una digestione lenta può
trarre benefici da queste acque. Sono lassative e purgative, stimolano la
peristalsi, dunque i movimenti di discesa e assorbimento del cibo. Sono utili
nella cura delle patologie delle vie biliari, là dove ci sia la presenza di
calcoli biliari e nelle infiammazioni croniche delle vie biliari.
Sull’intestino l’azione lassativa e antispastica è da attribuire al calcio
presente in forma colloidale, che può arrivare al colon senza essere assorbito,
esercitando qui la sua azione muscolare di regolazione della peristalsi.
Le acque solfate sono utili nei soggetti con colon spastico che presentano
stitichezza alternata a diarrea, con dolori diffusi dell’addome. Sullo stomaco
esercitano un’azione sedativa e antispastica. Vengono usate come acque da
tavola anche nell’ulcera duodenale e nelle gastriti croniche ipersecretive.
Le acque SOLFATO-BICARBONATO-ALCALINO-TERROSE di Bormio presentano, per il bicarbonato di sodio, la capacità di agire sulla funzione digestiva, sull’attività della cistifella, sui disordini duodenali. Per la presenza di solfato di calcio e di magnesio agiscono in modo benefico sul fegato. Contengono anidride carbonica, che stimola lo svuotamento gastrico, e sembra accertato che esercitino un’azione germicida immobilizzante i batteri intestinali, per fenomeni di cristallizzazione. La loro attività farmacologica generale e locale è dovuta prevalentemente al calcio e al solfato. A livello dell’intestino perdono una parte della loro attività, ma conservano la loro azione per la componente calcica. L’azione lassativa e purgativa si associa a quella antispastica e di stimolo della peristalsi. Traggono beneficio da queste acque le gastriti ipersecretive, l’ulcera gastrica, le epatopatie croniche con insufficienza epatica, le patologie biliari, le enteriti ed enterocoliti croniche. Le dosi medie giornaliere, consigliate per queste acque vanno da 250 a 750-1000 cc. La durata della cura è di 2 settimane, in qualsiasi periodo dell’anno. (spunti da “IDROLOGIA MEDICA” di Cortinovis e Crippa, edizione EMI).