la_provincia.jpg (2536 byte) Le acque dei bagni di Masino e di Bormio

Le acque solfate in Valtellina hanno un’antica ed interessantissima sorgente presso i bagni di Masino. Più precisamente, le acque di Masino sono SOLFATO-ALCALINE.

Mi fa molto piacere parlare del termalismo, e soprattutto del termalismo nella nostra provincia, perché, in una fase in cui si assiste ad una grandissima espansione dei centri termali, che diventano vere e proprie stazioni di erogazione del benessere, io penso che noi valtellinesi non siamo consapevoli delle ricchezze e delle possibilità che abbiamo a portata di mano. Le acque solfate, per bibita, provocano un aumento della secrezione biliare nel duodeno, un aumento della secrezione dei fermenti digestivi e della secrezione delle ghiandole che producono muco nel tratto gastrointestinale, per cui sono favoriti i processi della digestione. Chi soffre a causa di una digestione lenta può trarre benefici da queste acque. Sono lassative e purgative, stimolano la peristalsi, dunque i movimenti di discesa e assorbimento del cibo. Sono utili nella cura delle patologie delle vie biliari, là dove ci sia la presenza di calcoli biliari e nelle infiammazioni croniche delle vie biliari. Sull’intestino l’azione lassativa e antispastica è da attribuire al calcio presente in forma colloidale, che può arrivare al colon senza essere assorbito,  esercitando qui la sua azione muscolare di regolazione della peristalsi. Le acque solfate sono utili nei soggetti con colon spastico che presentano stitichezza alternata a diarrea, con dolori diffusi dell’addome. Sullo stomaco esercitano un’azione sedativa e antispastica. Vengono usate come acque da tavola anche nell’ulcera duodenale e nelle gastriti croniche ipersecretive.

Le acque SOLFATO-BICARBONATO-ALCALINO-TERROSE di Bormio presentano, per il bicarbonato di sodio, la capacità di agire sulla funzione digestiva, sull’attività della cistifella, sui disordini duodenali. Per la presenza di solfato di calcio e di magnesio agiscono in modo benefico sul fegato. Contengono anidride carbonica, che stimola lo svuotamento gastrico, e sembra accertato che esercitino un’azione germicida immobilizzante i batteri intestinali, per fenomeni di cristallizzazione. La loro attività farmacologica generale e locale è dovuta prevalentemente al calcio e al solfato. A livello dell’intestino perdono una parte della loro attività, ma conservano la loro azione per la componente calcica. L’azione lassativa e purgativa si associa a quella antispastica e di stimolo della peristalsi. Traggono beneficio da queste acque le gastriti ipersecretive, l’ulcera gastrica, le epatopatie croniche con insufficienza epatica, le patologie biliari, le enteriti ed enterocoliti croniche. Le dosi medie giornaliere, consigliate per queste acque vanno da 250 a 750-1000 cc. La durata della cura è di 2 settimane, in qualsiasi periodo dell’anno. (spunti da “IDROLOGIA MEDICA” di Cortinovis e Crippa, edizione EMI).