| Tosse e bronchite: il rimedio termale c'è |
DOMANDA:
SI POSSONO CURARE LA TOSSE E LA BRONCHITE CRONICA CON TERAPIE TERMALI?
RISPOSTA:
la tosse della bronchite cronica è di solito associata a escreato (materiale
espulso dai bronchi e costituito da muco, muco - pus e talora anche da piccole
quantità di sangue). La bronchite si chiama allora catarrale
e qualche volta purulenta, quando
prevale il pus. In certi casi la suppurazione polmonare è così intensa da
scavare come delle piccole camere nel tessuto polmonare. Questi rigonfiamenti
dei bronchi, detti bronchiectasie,
sono ripieni di pus e si giovano anch’essi della cura termale. In tutti questi
casi si usano le acque solfuree che ottengono risultati molto favorevoli. Non si
dimentichi il vecchio adagio di Lermoyez (studioso francese dell’Ottocento)
sulla suppurazione polmonare: “il pus richiama zolfo”. Si usano invece le acque
salso – bromo – iodiche quando esistono stati bronchiali cronici con
scarso escreato ( bronchite secca) o quando esiste un terreno costituzionale
particolare ( obesità, gotta, o stati di aumento del contenuto di acido urico
nel sangue ). Quando la tosse è sostenuta da un ingrossamento delle ghiandole
linfatiche situate vicino alla trachea e ai bronchi l’indicazione delle cure
salso – bromo – iodiche è assoluta. Similmente quando è un residuo di una
forma pleurica (sierosite) ormai in
fase di guarigione si usa una cura salso – bromo – iodica. Queste
indicazioni sono legate al fatto che le acque salso – bromo – iodiche sono
indicate nelle forme tubercolari spente, come le infezioni linfoghiandolari e le
lesioni della pleura ricordate prima. Non si dimentichi che la scoperta
dell’azione delle acque salso – bromo – iodiche è stata fatta
sull’artrite tubercolare del ginocchio. Un particolare interesse merita l’asma bronchiale perché spesso viene rilevata soltanto dalla tosse.
L’asma bronchiale pura possiede un’indicazione termale caratteristica,
quella delle acque radioattive e si è visto parlando del linfatismo quali sono
i motivi del meccanismo d’azione antiallergico di queste acque minerali. In
Francia tale indicazione è classica, in Italia spesso si usano anche le acque
solfuree, specialmente quelle a basso tenore di zolfo e ricche di anidride
carbonica (come Sirmione, Sassuolo, Telese). Le ricerche cliniche e sperimentali
hanno dimostrato, invece, che le acque solfuree sono veramente attive quando sia
coesistente una bronchite cronica più o meno purulenta, che costituisce la
spina irritativa provocatrice dello spasmo bronchiale responsabile della crisi
asmatica. Talora, anche nelle forme asmatiche pure, si possono avere brillanti
risultati terapeutici con la terapia sulfurea; i casi però sono piuttosto rari.
Un’indicazione caratteristica è quella delle acque arsenicali –
ferruginose, con cui si ottengono buoni risultati soprattutto nei pazienti
anziani. L’acqua di mare, infine, è molto utile nella bronchite quando non
sia purulenta, ed è utile sia come tale sia soprattutto associata al clima, per
la propria azione salina simile a quella delle acque salso – bromo – iodiche
e per una particolare composizione dell’acqua di mare che si oppone
all’evaporazione dei tessuti interni dei bronchi. Tale azione è legata alla
scarsità di calcio presente nell’acqua di mare che condiziona anche una
maggiore tollerabilità per le mucose. Infatti il calcio presente in una
soluzione molto concentrata di cloruro di sodio si comporta in parte come
cloruro di calcio che è disidratante del sol
proteico e pertanto caustico. Le acque salso – bromo- iodiche, invece,
generalmente contengono quantità notevoli di calcio e pur non povocando vere e
proprie causticazioni, disturbano la mucosa e risultano quindi irritanti. Nelle bronchiti
asmatiformi, che i termalisti francesi chiamano bronchiti irritate, la
terapia con acque salso – bromo – iodiche, invece di curare la tosse, la
provoca. Quando la tosse è un sintomo di origine cardiaca (bronchite cronica da
stasi, ipertensione grave) costituisce una controindicazione precisa a ogni cura
inalatoria con acque minerali.