Il sambuco  il pino e l’aglio

Ho scelto, questa volta, di parlare del sambuco, del pino e dell'aglio perché si tratta di piante di uso comune, facilmente reperibili nelle nostre campagne e tenute in grossa considerazione dalla fitoterapia. Del sambuco si usano la corteccia, i frutti e i fiori, questi ultimi utilizzati come aromatizzanti di liquori e dotati di proprietà utili nella cura delle emorroidi e della stitichezza.

Il sambuco favorisce la produzione e l'eliminazione dell'urina e del sudore, quindi si dimostra utile là dove siano presenti edemi, ritenzione di liquidi, stati febbrili. Del pino si sfrutta il germoglio. Sulle nostre montagne il pino silvestre cresce con spontaneità e raggiunge l'altezza di diverse decine di metri: gli aghi e le pigne sono piccoli, la corteccia è rossa. Il pino è utile nella cura della bronchite, della tosse, dell'asma, dell'influenza, del raffreddore, della sinusite e della tracheite, perché il suo germoglio possiede un'alta concentrazione di olio essenziale, dotato di notevoli capacità antisettiche.

Il pino possiede anche i flavonidi e la vitamina C, per cui rappresenta una buona medicina nella cura delle patologie respiratorie invernali. L'aglio è tradizionalmente usato per curare la bronchite cronica, l'ipertensione. Di questa pianta si usa il bulbo. È dotato di notevoli proprietà antisettiche , è un vermifugo e abbassa la pressione arteriosa dei vasi, abbassa il colesterolo e lo zucchero nel sangue.