la_provincia.jpg (2536 byte) La cura senza farmaci nell'ipertensione

E’oramai ampiamente dimostrato che numerosi interventi non farmacologici possono ridurre  la pressione arteriosa  nei pazienti con ipertensione arteriosa. Questi comprendono la riduzione di peso nei soggetti in sovrappeso, l’abolizione del consumo eccessivo di alcool, l’inizio di una attività fisica regolare in soggetti sedentari e, in alcuni pazienti, la restrizione del sodio alimentare. E’ chiaro che tentativi di ridurre la pressione arteriosa facendo ricorso a misure non farmacologiche dovrebbero sempre precedere ogni decisione sulla necessità di trattare con farmaci, in particolare l’ipertensione lieve, anche se bisogna tenere presente che alcune di queste misure richiedono alcuni mesi prima di essere pienamente efficaci. Se l’uso dei farmaci non può essere ulteriormente differito, l’intervento non farmacologico rimane comunque una componente essenziale del programma terapeutico complessivo. Gli ipertesi trattati che fumano hanno una incidenza maggiore sia di ictus che di cardiopatia ischemica  rispetto agli ipertesi trattati allo  stesso modo ma che non fumano. Sono di estrema importanza, quindi, ripetute esortazioni e consigli su come smettere di fumare e su come prevenire l’ineluttabile successivo incremento ponderale. Poiché  anche l’ipercolesterolemia e il diabete influenzano sfavorevolmente l’evoluzione prognostica a lungo termine dei soggetti ipertesi, sono obbligatori i consigli dietetici e, quando necessario, un appropriato trattamento farmacologico per controllare questi fattori di rischio. Poiché una maggiore attività fisica probabilmente riduce il rischio cardiovascolare, essa risulta appropriata nei pazienti con ipertensione lieve. In ultimo, dovrebbero essere raccomandati metodi alternativi di  contraccezione alle donne che fanno uso di contraccettivi orali contenenti estrogeni poiché queste sostanze possono elevare la pressione arteriosa ed essere associati ad altri fattori di rischio cardiovascolare.

( Da: L’IPERTENSIONE ARTERIOSA, di G. GERMANO’).