La medicina olistica dentaria

Se la medicina moderna, intendo riferirmi a quella dell’ultimo secolo, ha dovuto “fare a pezzi” l’individuo per conoscere ogni frazione del corpo in modo sempre più approfondito, arrivando a creare una serie di specializzazioni sempre più settoriali, il futuro appare caratterizzato da una richiesta, in costante aumento, di una medicina olistica, dunque capace di osservare e curare tenendo presente l’uomo nella sua globalità, nel suo essere sempre mente e corpo, e questo approccio non frammentario si basa sull’integrazione di tutte le specializzazioni mediche.

La medicina olistica privilegia l’ascolto disponibile e attento del paziente, stimola alla cooperazione, piuttosto che alla competitività tra gli operatori del mondo della salute, afferma l’importanza dello spirito umano. In questo contesto l’odontoiatria assume un ruolo importante: si può partire dalla cura e dall’osservazione di un solo dente per risalire alla storia del paziente, al suo modo di alimentarsi, alla sua psiche. Veniamo ad alcuni dati concreti: nel mondo, la carie dentaria secondo la classifica dell’OMS, è al terso posto tra i flagelli che colpiscono l’umanità, dopo il cancro e le malattie cardiovascolari.

Negli ultimi duecento anni il numero di carie per persona si è moltiplicato per sette e parallelamente, in un paese come l’Italia, il consumo annuo di zucchero industriale per abitante è salito dai 7 kg. Degli anni ’40 agli attuali 45 kg. Ecco un esempio di un semplice approccio globale ad un problema. Ancora: 8 bambini su 10, in una fascia di età compresa tra i 5 e i 6 anni, presentano già un numero di carie che va da 1 a 5. E’ difficile, per un dentista, trovare oggi un undicenne che non presenti né carie né otturazioni. Salute dei denti e “civilizzazione” sono in stretto contatto, ma non sempre in termini positivi: molti studi hanno dimostrato, per esempio, come gli Indios dell’Amazzonia abbiano mantenuto dentature invidiabili finchè sono rimasti isolati, mentre le strade, portando zucchero e cereali lavorati, hanno portato anche la carie: raffinare lo zucchero e i cereali annulla l’apporto di sali minerali, di vitamine e di oligoelementi, portando l’organismo ad essere fragile e danneggiando i naturali processi di mineralizzazione dei denti e delle ossa.

Dal punto di vista alimentare e dei prodotti naturali utili alla salute dei denti, ecco cosa posso concretamente suggerire: hanno un effetto positivo il latte, i formaggi e lo yogurt preparato in casa, i datteri e l’uva passa tra i frutti secchi, la noce, la nocciola e la mandorla tra i frutti oleosi, tra la frutta fresca la fragola, l’ananas, la ciliegia, l’uva e la mela, fra le verdure, meglio se crude o consumate in succhi, il radicchio, la lattuga, il sedano, l’asparago, la barbabietola, il cavolo, poi i semi di zucca e l’olio di semi di zucca, il frumento e il girasole, e ancora il pane al lievito acido naturale, l’avena, l’orzo e il riso integrale, i lieviti alimentari, che possono essere uniti alle insalate e alle minestre, il polline, che però è già un prodotto curativo, nella quantità di un cucchiaio al giorno, le alghe (che contengono una quantità strepitosa di vitamine, enzimi, minerali e oligoelementi), l’asperella, sotto forma di polvere miscelata al miele o di decotto (è una pianta dotata di un forte potere rimineralizzante, ed è indicata là dove facciano la loro comparsa le carie dentarie, si trova spesso lungo i fiumi, è molto ricca di magnesio, manganese, ferro, potassio, calcio e silicio), e ancora suggerisco l’olio essenziale di limone, utilizzato per massaggiare il corpo in generale e le gengive in particolare, il magnesio, che, sotto forma di cloruro di magnesio, disintossica l’organismo e favorisce i processi di difesa contro le infezioni.