la narcoterapia

La narcoterapia è una cura psichiatrica che si basa sull'indurre il sonno, per periodi prolungati, attraverso farmaci. Il fatto che io tratti un argomento che si configura come una tecnica medica di cura basata sull'uso di medicinali potrebbe far pensare che la trattazione stessa ha poco a che fare con la Medicina Naturale: in realtà mi offre comunque l'occasione di spiegare come il sonno sia in ogni caso una cura, la quale cura è tanto più auspicabile quanto più è naturale.

La procedura è variabile, ma ci sono degli elementi in comune: il sonno è discontinuo, si parla di 16-19 ore per un periodo di 2-3-4 settimane, e l'ambiente è costituito da una camera singola o a più letti, bene aerata, silenziosa, con un livello di oscurità che possa essere regolato. La temperatura deve essere attorno ai 20 gradi, i letti devono essere bassi. I farmaci usati sono barbiturici, neurolettici e, a volte, benzodiazepine. E' necessario che ci sia una sorveglianza, stretta ma non invadente, che porti ad annotare ad orari fissi il polso, la pressione il peso corporeo, la quantità di orina e di feci prodotte, la temperatura.

Si controllano i decubiti e i tempi di veglia e di sonno devono essere registrati, come le parole dette e i comportamenti tenuti. Una condizione di febbre deve portare ad un intervento immediato, perché può essere indicativa di un'infezione o di uno stato di disidratazione. Il malato deve partecipare al progetto di cura in modo consapevole, o comunque è meglio che sia così, ed è diffusa abitudine inserire nella terapia del sonno un lavoro di psicoterapia di gruppo o individuale, ad impostazione spesso psicoanalitica.

Al pari di tante cure psichiatriche, la cura del sonno è stata utilizzata per affrontare sindromi molto diverse tra loro, come la schizofrenia, gli stati maniacali, la melanconia accompagnata da agitazione, l'isteria, le cosiddette nevrosi, le tossicomanie, le malattie psicosomatiche. Se si vuole mantenere una terminologia ormai in disuso, ma ancora meglio conosciuta rispetto ad altre dai non addetti ai lavori, si può affermare che statisticamente migliorano più le nevrosi che le psicosi. La fondamentale indicazione è la ricerca di un sollievo veloce rispetto a sofferenze acute, poiché in effetti un lungo periodo di sonno è curativo, soprattutto la dove lo stato "nevrotico" è reattivo a condizioni o eventi precisi ed è accompagnato da una componente ansiosa. E' da considerare un intervento d'urgenza, volto a porre rimedio ad una sofferenza acuta, ma semplice conforto, rispetto ai benefici concreti di una psicoterapia. La scuola di Pavlov applicò la cura del sonno a disturbi psicosomatici come la colite ulcerosa e l'ipertensione arteriosa, mentre in precedenza studiosi come Charcot pubblicarono lavori scientifici sul potere curativo del sonno ipnotico prolungato: i casi esposti prevedevano un sonno indotto mediante ipnosi e non attraverso farmaci. Il sonno ipnotico prolungato è stato utilizzato anche in tempi più recenti. Klaesi, con il sonno prolungato, aveva lo scopo di rompere, in pazienti definiti "psicotici agitati", il perpetuarsi di un'alternanza di agitazione ed esaurimento. Egli riteneva anche che la cura del sonno potesse rendere più facile il rapporto tra il paziente e il medico, aprendo la strada ad una successiva psicoterapia. Comunque, la narcoterapia ha conosciuto momenti di alterna fortuna e variabile apprezzamento. Negli ultimi tempi la ricerca si è occupata sempre meno della problematica inerente ai farmaci e sempre di più di quella terapeutica e psicologica.