La personalità di un vegetariano

Da Freud a Leonardo da Vinci , da Gandhi a Pascal, da Seneca a Galileo , da Darwin a Voltaire, sono tantissime le persone che hanno scelto di non mangiare carne. Fernando Dogana e Marina Giampietro, dell’ Università Cattolica di Milano , si sono occupati dello studio della personalità del vegetariano. Definito egoista, diverso, bizzarro, asociale, alternativo, aggressivo, più consapevole, sognatore, incosciente o altruista, il vegetariano è una persona che , al concetto “carne rossa” associa: macellazione , cadavere, morte, assassinio, omicidio, violenza, guerra, dolore, animali vari, secondi di carne. Se deve completare la frase “mangiare carne è…”, dice: dannoso, malsano, velenoso, disgustoso, ripugnante, violento, crudele, assurdo, impensabile, inutile, non necessario, pesante, indigesto. La dieta vegetariana rimanda ad un universo “femminile”, e infatti, nel campione studiato da Fernando Dogana e Marina Giampietro le donne sono il 61%. L’identità attribuita ai cibi vegetariani è femminile. La carne fa pensare ad un mondo aggressivo  e maschile. Tra i vegetariani solo il 9% fuma, perché generalmente chi rifiuta la carne è piuttosto attento alla propria salute , e spesso rifiuta gli alcoolici. Il 71% ritiene che la scelta  vegetariana abbia determinato effetti positivi sulla salute e il 65 % parla dell’acquisizione di una maggiore apertura mentale e di un maggiore equilibrio. Il vegetariano , come è emerso dallo studio a cui faccio riferimento, ha una cultura medio-alta, spesso è un libero professionista , è molto convinto dei propri principi e questo lo spinge a darsi da fare per convincere anche gli altri. I vegetariani risultano superiori alla media per quanto concerne valori come “apertura mentale” e “stabilità emotiva” . Tutto questo può portare a definire i vegetariani come creativi, originali, idealisti, soddisfatti, in grado di controllare gli impulsi e le emozioni. Gli ultimi anni hanno portato all’affermazione dei movimenti animalisti e vegetariani ed ad una riumanizzazione dell’animale, nonché ad una condanna dell’aggressività nei suoi confronti. Non si può escludere che la carne divenga una sorta di capro espiatorio, di oggetto fobico, e così il vegetariano , se, studiato ed esaminato , appare dotato di una personalità  aperta ed originale , stabile mentalmente  ed equilibrato, è probabile che focalizzi  le sue ansie sull’oggetto fobico “carne”. La cultura del vegetarismo è ispirata alla non violenza e alla pace universale: il concetto è “ incominciamo a non ammazzare più gli animali e a rispettarli : è possibile che, in questo modo, anche i rapporti tra gli esseri umani migliorino” . Per chi è vegetariano gli allevamenti hanno depredato migliaia di ettari all’agricoltura ed hanno contaminato il verde. I rifiuti animali e gli scarti della produzione  e delle sostanze chimiche inquinano le acque  e la conduzione degli allevamenti stessi richiede moltissima acqua , determinando uno spreco. Sulle problematiche ambientali   del verde e dell’acqua si concentra , di solito, la mentalità del vegetariano.