Medicina naturale e malattie cardiache

Sintomi come vertigini, fitte di dolore al petto, ritenzione di liquidi, palpitazioni, difficoltà nel respirare, sono tutti segnali per i quali esiste la possibilità che stiano ad indicare la presenza di patologie sia legate al cuore, che non legate ad esso. Comunque, se una persona accusa questi sintomi, ha più di 45 anni, in famiglia ha parenti cardiopatici, colpiti da infarto, se è sovrappeso, se fuma o conduce una vita sedentaria, se ha la pressione del sangue e il livello di colesterolo alti, se soffre di diabete, dovrebbe rivolgersi al medico curante per poi sottoporsi ad un’indagine approfondita sulle condizioni del cuore e di tutto l’apparato cardiocircolatorio. Se viene diagnosticata una cardiopatia, la persona interessata deve seguire le terapie mediche ufficiali, comunque può integrare queste cure con trattamenti pertinenti alla Medicina Naturale. Per esempio, parliamo delle aritmie. Sono le irregolarità del ritmo cardiaco, e possono essere presenti fin dalla nascita, o svilupparsi come conseguenza di una malattia coronarica. Alcune forme di aritmia sono innocue, anche se richiedono, in ogni caso, la valutazione di uno specialista. 

Il BIOFEEDBACK è una pratica che può fornire un aiuto nel controllo di alcune irregolarità del ritmo cardiaco. Esso si basa sul principio che il corpo e la mente sono collegati tra loro in modo assoluto, e la mente può controllare il corpo. Si realizza quando un terapeuta collega un paziente, mediante sensori, ad una macchina, che può misurare, per esempio, in virtù del fatto che il sensore è legato al dito, le modifiche nel flusso di sangue, la frequenza cardiaca e la quantità di sangue per ogni pulsazione, la pressione del sangue, trasformando poi la lettura dei risultati in un’immagine o in un suono. Il principio terapeutico del BIOFEEDBACK si basa, in pratica, sul fatto che la mente, osservando i dati “di ritorno” forniti dalla macchina, capisce ciò che deve fare, ad esempio, per mantenere la pressione del sangue nella gamma di valori normali, e comprende come ripetere l’esperienza anche nella vita di tutti i giorni. 

La FITOTERAPIA indica il biancospino come pianta che può sedare le aritmie, ma va sempre usato sotto il controllo di un erborista dotato di una qualifica, che collabori col medico curante, se quest’ultimo è disponibile. Le IMMAGINI GUIDATE possono essere di aiuto nel controllo  delle aritmie, in particolare se non sono provocate da difetti fisici del cuore. Molte tradizioni di cura hanno usato questa terapia per secoli. In pratica, si usa  l’immaginazione: si tratta di una tecnica di rilassamento che ricorre al potere di suggestione in modo sistematico, per convincere il corpo o la mente a fare ciò che è desiderato, solo immaginandolo. Un atleta può convincersi di ottenere risultati migliori, o una persona comune riesce ad allontanare da sé il dolore immaginandosi in un altro luogo. Per  quanto concerne le VITAMINE e gli  INTEGRATORI sembra che iniezioni endovenose di magnesio possano diminuire il rischio di aritmie, però è chiaro che non rappresentano un metodo di cura da prescriversi o praticare da soli. Non mi risulta che esista una documentazione scientifica che testimoni il valore delle pillole di magnesio in questo contesto. In ogni caso, l’uso dei minerali deve essere ben ponderato: la loro presenza in eccesso o in difetto può causare problemi seri a danno del cuore. 

La CARDIOPATIA CORONARICA si configura quando prendono forma patologie che implicano una riduzione del  flusso di ossigeno verso il cuore. L'arteriosclerosi porta,  negli anni, alla formazione di placche che bloccano o restringono le arterie destinate a portare ossigeno al cuore, e l’angina è quel dolore al petto che può essere accusato durante o dopo uno sforzo fisico, proprio perché il cuore non riceve una sufficiente quantità di ossigeno. In parole povere, potrei dire questo ( è un’immagine semplice, ma può servire a fornire un’idea): l’infarto si realizza quando il flusso di sangue si blocca a causa delle placche arteriosclerotiche, o per la presenza  di un “grumo” di sangue che ottura i vasi. Come sappiamo, l’INFARTO si manifesta con vertigini, nausea, difficoltà respiratorie, svenimenti, senso di “indigestione”, di costrizione al cuore, dolore diffuso al petto, alle braccia, alle spalle e al collo. Frutta, verdura, tè e vino, ricchi  di antiossidanti naturali come la vitamina E, i flavonidi e il beta-carotene, potrebbero ridurre il rischio di infarto, benché poi esistano ricerche scientifiche che testimoniano come i supplementi di beta-carotene possono, in verità, aumentare questo rischio. L’olio di oliva o di lino, e pesci come il salmone o le sardine, consumati più volte nella settimana, possono combattere le malattie cardiache, perché agiscono in senso preventivo nei confronti della formazione della placca arteriosclerotica. La soia, in virtù dei fitoestrogeni che contiene, può, anch’essa, avere un effetto positivo. 

La L- carnitina e il coenzima Q –10 possono aiutare il cuore a pompare, là dove ce ne sia bisogno, con efficienza maggiore, abbassando il rischio di angina e decesso: non si tratta, comunque, di prodotti da utilizzare se non sotto controllo medico. Io fornisco, attraverso queste rubriche, un aggiornamento, ma sono convinto che ogni notizia, soprattutto quando si parla di Medicina, può trovare uno spunto, una indicazione, una concretizzazione solo se passa attraverso la valutazione del  medico. Seguire con regolarità un programma di ESERCIZI FISICI è un ottimo modo per prevenire la cardiopatia coronarica e l’infarto. L’importante è evitare gli eccessi. La visita medica prima di intraprendere un’attività sportiva o fisica è d’obbligo. Ovviamente, evitare i cibi con un alto contenuto di grassi saturi e polinsaturi, smettere di fumare, non essere in sovrappeso, sono scelte che aiutano a prevenire l’infarto. Nella MEDICINA TRADIZIONALE CINESE sono previsti trattamenti studiati allo scopo di rafforzare il muscolo cardiaco. Ogni tecnica che sia stata scelta e funzioni per diminuire lo stress, va bene per  ridurre il rischio di infarto. Negli anni più recenti l’AGLIO è  stato indicato, da più parti, come un rimedio naturale e affidabile per ridurre il colesterolo (sappiamo che il colesterolo è prodotto dal  fegato ed è un componente delle cellule, degli ormoni, e di altri elementi fondamentali dell’organismo). Il colesterolo è necessario, ma se la quantità di colesterolo LDL diventa eccessiva il rischio di cardiopatia coronarica aumenta. Ogni medico spera che abbassando il livello del colesterolo LDL e alzando quello del colesterolo HDL i rischi diminuiscano.