Le proprietà terapeutiche dello zolfo

Le proprietà curative dello zolfo sono conosciute dall'uomo e dalla medicina dalla notte dei tempi: esso è particolarmente adatto là dove si vogliano curare le malattie bronchiali croniche, in virtù del fatto che ha una grossa capacità di promuovere l'espettorazione. Viene considerato poi un efficace purificatore e ricostituente, acne, psoriasi e seborrea conoscono spesso un miglioramento , quando vengano utilizzati sotto controllo medico prodotti a base di zolfo, perché esso svolge in questi casi la funzione di catalizzatore, e agisce svolgendo un'azione assorbente.

Il suo uso topico-locale-esterno può portare ad ottenere buoni risultati anche nella cura di alcune malattie parassitarie. Quando poi vi sono stati patologici la cui causa è insita in una funzione del ricambio deficitaria o comunque non normale, lo zolfo può intervenire con un effetto risolutivo, perché attiva i processi di ossidazione. Nell'omeopatia, quando ci siano dolori artritici, infiammazioni a livello articolare di carattere gottoso, irritazioni vescicali o presenza di renella, si può usare l'estratto di ortiche fresche, che permette di utilizzare la tintura madre. Ne parlo nel contesto di un articolo sullo zolfo, perché la tintura madre ha al proprio interno tannino, glicosidi, silicio in quantità elevata , acido formico, molto calcio, poi sodio, ferro, fosforo e, appunto, una piccola quantità di zolfo. L'urtica in tintura madre viene consigliata in Omeopatia anche quando la pelle produca un sudore dall'odore non gradevole, e irritante, per una funzione dei reni non sufficiente.

Questo è uno stato di cose che può sfociare anche nella formazione di un eczema , causa poi di prurito e bruciore, soprattutto nelle ore notturne. In queste situazioni, la tintura madre di urtica si assume alla dose di 12 gocce sciolte in un bicchiere di acqua : tale quantitativo andrà consumato a sorsi durante il giorno. Esiste il cannello di zolfo naturale, che è un vero e proprio cilindro di zolfo : se viene posto sulla pelle, attraverso un'azione di frizionamento , sembra abbassare le cariche elettrostatiche. Il cannello assorbe elettroni dalla zona cutanea strofinata, se fatto scorrere 2-3 minuti attraverso una pressione non pesante. Quando la parte trattata sia dolorante, si potrà ottenere un miglioramento delle condizioni, grazie al fatto che viene scaricata l'energia elettrostatica negativa.

 Probabilmente, la regione italiana che conosce una maggiore diffusione dell'uso del cannello di zolfo a scopo terapeutico è la Liguria, dove da parecchi secoli viene utilizzato per la cura di torcicolli, periartriti, dolori cervicali Anche in questo caso, suggerisco di chiedere sempre un consiglio al medico curante, benché ritengo (anche per esperienza personale ) che il metodo di cura in questione non possa arrecare danni. Dopo che è stato usato, il cannello andrebbe sciacquato sotto l'acqua corrente per liberarlo dalle cariche elettrostatiche negative, aspettando poi almeno 40 minuti prima di farne nuovamente uso.